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Vertice salva euro a Bruxelles, Monti: Tobin tax ma con anti Spread

Giovedì 28 Giugno 2012, 17:10 in economia di

Vertice Ue di Bruxelles: Monti chiede un prezzo per la Tobin tax, e fa bene. L'outlook dell'Italia, potrebbe essere buono, se ripartiamo.

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Monti dice la cosa giusta: visto che la Tobin tax è un obiettivo della Merkel (e dei socialisti tedeschi e francesi), allora l'Italia non darà il suo assenso all'euro tassa sulle transazioni finanziarie senza che la UE non avvii un coordinamento e una soluzione per armonizzare gli spread.

Armonizzare per legge è impossibile, però qualche piccolo intervento anti speculazione è possibile (oggi la Borsa è in parte anche una lotteria e una scommessa su rialzi e ribassi degli Stati).

Nel frattempo, se i conti dello Stato sono in ordine, Confindustria rivede al ribasso le stime della crescita 2012 e 2013: nel 2012 toccheremo il -2,4% sul Pil dell'anno scorso (già deficitario). Nel 2013 invece non solo non cresceremo, ma scenderemo ancora, sebbene di poco. La disoccupazione aumenterà, toccando il 15%.

Tuttavia, nonostante questa ecatombe, l'outlook italiano potrebbe essere persino il migliore di tutta Europa, grazie alle nuove regole pensionistiche, mentre tedeschi e altri devono ancora affrontare questo nodo disastroso, legato all'invecchiamento della popolazione e al crollo demografico, che insieme alla rivoluzione informatica, hanno portato a un calo dei posti di lavoro, e a un aumento dei pensionati di cui per ora non vediamo che i primi danni.

Si tratta dello studio della fondazione Stiftung Marktwirtschaft, guidata da Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie, ed esperto di demografia. Lo studio, ripreso in Italia da Linkiesta, "stila una vera e propria classifica della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche (sulla base dei dati 2010) dei 12 Stati fondatori dell'euro. Il titolo del relativo comunicato stampa la dice lunga: «Italia urrà, Lussemburgo puah». La classifica tiene conto non solo di quello che la fondazione chiama «esplicito» (il «classico» debito pubblico, pari a circa il 120% del pil per l'Italia), ma anche del debito implicito.

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