Cultura e Politica
Province: costano "soltanto" l'1% della spesa pubblica. E ora sono nel caos più completo. Non conveniva piuttosto eliminare le Regioni, e usare le più leggere province e gli accorpamenti tra più comuni per creare soluzioni amministrative migliori?
Mentre scrivo sta terminando a Roma un incontro straordinario dell'Unione delle Province Italiane (UPI), iniziato ieri martedi 26 giugno. Agli incontri hanno tra gli altri partecipato il Ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, e il Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi.
In rappresentanza del Parlamento sono intervenuti Deputati e i Senatori delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, attualmente impegnati nella discussione sulla Carta delle Autonomie, le Riforme.
"Sulla riforma delle Province sono ore decisive: facciamo appello al Governo Monti, perché prosegua nella strada avviata del confronto con l'Upi, e presenti una proposta organica, completa, che consenta non solo di ridurre le Province, ma di semplificare l'amministrazione territoriale, istituendo le Città metropolitane, assegnando funzioni certe di area vasta alle Province, tagliando gli enti e le agenzie strumentali delle Regioni, e razionalizzando la presenza dello stato nei territori. Non possiamo accettare che su questo tema ci siano veti da parte delle Regioni". Lo ha detto il Presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, concludendo i lavori dell'Assemblea Nazionale delle Province a Roma.
Dopo il taglio totale inizialmente previsto ora è la stessa BCE a spingere per un accorpamento tra le province più grandi. Dalla tabella di sopra inoltre si nota che il topolino partorito dalla montagna della spesa pubblica è il più piccolo possibile: le Province costano poco più dell'1% del totale della spesa pubblica annuale. Sarebbe forse stato meglio abolire le Regioni e accorpare i Comuni?
In ogni caso i requisiti per le nuove Province saranno basati sulla popolazione, sul numero dei comuni facenti capo, e i chilometri quadrati di estensione. La popolazione deve contare più di 350.000 abitanti, i comuni più di 50 e i kmq più di 3mila km.
Dovrebbero sparire le Giunte provinciali, sostituite da rappresentanze dei Comuni. I consigli provinciali dovrebbero essere formati da 10 membri al massimo.
Ora l'Unione delle province italiane propone un'autoriforma e una delega per costituire le 10 città metropolitane (tra cui vi è Genova). L'Upi chiede la riduzione da 107 a 60 Province ma anche la revisione di prefetture, camere di commercio, sedi decentrate dei ministeri, oltre al taglio di aziende e agenzie statali (Risparmio di 5 mld).