Cultura e Politica
Piste ciclabili o auto? In Canada si torna alle auto. In Italia si va sempre di più in bici. Ma le piste dovrebbero essere separate dalla carreggiata auto e dai marciapiedi. Se no si rischiano incidenti, come a Toronto
Negli ultimi mesi i sindaci degli 8000 comuni italiani (domani molti di questi eleggeranno nuovi sindaci) hanno fatto a gara per creare una rete di piste ciclabili di livello europeo. Finora infatti eravamo in una situazione ridicola.
Ora, con la crisi edilizia le case non si costruiscono più, e i comuni fanno posteggi e piste ciclabili. Sono opere meritorie e lodevoli, a patto che vengano eseguite con un minimo di criterio urbanistico.
Viceversa si finisce per darsi lustro semplicemente ridipingendo di rosso una parte di carreggiata, fregandosi del fatto che alla fine di 200 metri di pista, l'adulto o il bambino sulla bici, dovranno attraversare l'Aurelia per andare su un altro pezzo di pista. L'adulto sa che c'è differenza tra pista e la via Olimpica o l'Aurelia, ma il bambino non lo sa (non lo sa nemmeno il cane, e molti cani si stanno incidentando per scontri con le bici che viaggiano su piste piazzate sui marciapiedi che i poveri cani considerano ancora come "zone senza rischi".)
Perché togliere al pedone per dare al ciclista un pezzo di marciapiedi non va troppo bene. Tutte le piste ciclabili dovrebbero infatti essere separate da un qualcosa in più che da una striscia.
In Canada il neosindaco di Toronto ha fatto marcia indietro: niente più bici e piste ciclabili nella città più ciclista del Canada, ha deciso il sindaco Rob Ford.
Non si capisce se ciò sia dovuto a un legame con la lobby delle auto, oppure a un secco pragmatismo.
Il sindaco infatti, appena nominato, ha visto che Toronto ha il recordo di incidenti su due ruote (900 tra morti e feriti nel 2011). Ciò è dovuto al cattivo comportamento dei ciclisti, e a volte degli automobilisti. Ford ha eliminato alcune piste ciclabili, proprio perché queste dovrebbero essere isolate dalle auto con delle barriere fisiche minime.
Anche nelle città italiane salgono alcune perplessità insieme al plauso (la bici piace a tutti, è ovvio). Ma da noi ancora non si pensa ai possibili futuri incidenti, quanto piuttosto alla sparizione di posteggi e spazi per le auto. "Le strade sono state pensate per le auto", dicono in Canada. Ci sarà da ridere: nel Medioevo le nostre città erano meravigliose proprio per l'armonia. Oggi regna il caos, ma certo la mobilità è aumentata in maniera micidiale.