Cultura e Politica
Immigrazione clandestina e traffico di droga in Europa arrivano dai Balcani, con la così detta Balkan route. Con l'ingresso in UE della Croazia le cose cambieranno?
I rapporti con l'Est Europa sono fondamentali per lo sviluppo della UE. Negli anni scorsi sono successe alcune cose importanti. Per esempio la Polonia è diventata una potenza economica e industriale di tutto rispetto.
La Romania, pur restando povera, ha aperto le porte alle dislocazioni di imprese italiane (e francesi). La Serbia cerca di reindustrializzarsi, ed ha aperto la vecchia fabbrica di automobili Zastava, affidandola alla Fiat.
Diversa la situazione sui flussi migratori. In qualche modo si è interrotta la migrazione dalla Romania verso la Spagna e l'Italia, in seguito alla crisi. Ciò non toglie che continui la immigrazione clandestina attraverso i Balcani, nella così detta Balkan route.
Sono gli stessi percorsi che fa la droga prodotta nell'Afganistan e in Iran, che transita fino in Europa, un mercato che da solo assorbe il 37% della produzione di eroina.
La route illegale passa dall'Afganistan all'Iran e dalla Turchia alla Grecia. Dopo di che risale i Balcani ed entra nella Unione Europea.
I soggettiche gestiscono i traffici si sono formati nel corso dei secoli. Parliamo della cultura del Kanun (canone, regola) in Albania. Bande di contrabbandieri sono sopravvissute anche sotto la dittatura comunista. Gli albanesi sono stati i più arrestati in Italia per traffico di eroina tra il 2000 e il 2008 (32%). Dopo di che i turchi, gli stessi italiani, i macedoni e i trafficanti greci.
Fonti Onu dicono che i PIL di Kosovo/Serbia, ALbania e Macedonia sono l'equivalente del traffico di eroina in Europa occidentale.
Di recente, anche il traffico di cocaina, che arrivava finora da SPagna e Portogallo (via Sud America), o dall'Olanda, si è spostato nei Balcani. Per esempio in Argentina sono stati sequestrati 500 kg. di cocaina, un traffico gestito da una gang serba.
La mafia serba ha stretto un'alleanza col Fronte armato rivoluzionario della Colombia (FARC), e con due cartelli di narcos messicani. Il business viene cogestito con la Ndrangheta calabrese.
Nonostante le smentite di Al Qaida, nei Balcani il narcotraffico è stato gestito anche da gruppi di islamisti radicali.
Intanto la Crazia è diventata la sede di arrivo di molti immigrati clandestini asiatici e africani. Negli ultimi anni gli arrivi di somali, afgani turchi etc intercettati è cresciuto enormemente.
Quando la Croazia diventerà un nuovo membro della UE, la questione si porrà in maniera seria, anche se sembra che molti immigrati preferiscano rimanere in Croazia, piuttosto che passare in Italia, Germania o Francia.
Il passaggio dei clandestini avviene dalla contea serba di Vukovar-Srijem, parte della "Balkan route" delle droghe.