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Grecia senza denaro per le elezioni. Mercato dell'oro

Giovedì 17 Maggio 2012, 12:49 in Esteri di

La Grecia nelle mani di chi non sa nulla di economia? I sondaggi parlano chiaro: Syriza al 32%. Storia geopolitica di un conflitto mondiale occulto, con la Germania, l'Iran, Paesi arabi, Nigeria e Mali come protagonisti. Perché l'oro scende?


Dopo l'incredibile irresponsabilità dei partiti e degli elettori, la Grecia si avvia verso nuove elezioni (altri soldi buttati al vento a un solo mese dalle precedenti). Colpa del "liberismo" o colpa di un sistema social-conservatore che ha continuato a fare debito mentre eseguiva tagli alla spesa pubblica?

Il risultato è che mancano i soldi per pagare i dipendenti pubblici, tra un mese. Senza nuovi finanziamenti UE/FMI non ci sono euro nemmeno per le nuove elezioni.

Il nodo è questo: la Grecia continua a illudersi (come fa -ma con più saggezza- Hollande in Francia) che più che i tagli si debba puntare sulla "crescita". Non ci dicono però che ciò che viene identificato con la parola "crescita" significa essenzialmente "crescita della spesa pubblica". L'esatto contrario della spending review che tutti più o meno considerano necessaria.
In pratica si deve bilanciare il rigore di una Germania sempre più avviata verso una pericolosa geopolitica filorussa, con una crescita basata -non sulla "crescita della spesa pubblica", ma sulla detassazione e sullo snellimento della burocrazia e dell'iperregolamentazione.

Il presidente greco Papoulias ha scelto oggi il presidente del Consiglio di Stato  Pikrammenos (Malinconico, in italiano), come premier del governo provvisorio che durerà fino alle elezioni del 17 giugno. I greci negli ultimi giorni hanno ritirato 800 milioni di euro dai loro conti correnti. Nel frattempo però sui mercati internazionali il prezzo dell'oro e dell'argento è sceso, ma ciò potrebbe essere causato dal fatto che alcuni stati (quali?) potrebbero avere immesso nel mercato una certa quantità di metallo prezioso per fare cassa.

Nelle banche dovrebbero comunque restare circa 160 miliardi di euro. Il rendimento dei titoli di Stato greci è al 30% (virtualissimo), mentre lo spread Atene-Berlino è di 2.878 punti base.

La Grecia non è fuori dall'euro per 1) necessità politica; o forse 2) grazie al gas e al petrolio dell'Egeo; 3) forse perché è una delle strade per i gasdotti verso l'Europa; 4) forse perché la Grecia rischia di finire sotto l'orbita geopolitica russa.

Le posizioni politiche dei partiti greci sono da manuale di schizofrenia: 1) i conservatori di Nuova Democrazia (al soldo della Germania?) sono senza dubbi a favore della permanenza della Grecia nell'UE;
2) Il partito socialista del Pasok è un asino di Buridano, incapace di decidere cosa fare e con chi, sia a livello internazionale sia a livello della politica nazionale;

Al di là della crescita dei neofascisti, il vero problema è costituito dalla sostituzione dell'apparathnik basato su conservatori-socialisti di Pasok e ND con le nuove forme di protesta, in favore però di organizzazioni prive di competenza e contenuti forti. In Italia -dopo i singhiozzi penali e penosi di Umberto Bossi- il qualunquistico "nuovo che avanza" è incarnato dal Movimento Cinque Stelle di Grillo. In Germania, dal movimento dei Piraten. In Grecia, dalla coalizione delle sinistre radicali Syriza, guidata da Alexis Tsipras (ingegnere e consigliere comunale), coalizione che debuttò nel 2007 ottenendo un lusinghiero 5%.
Se come indicano i sondaggi Syriza ottenesse tra un mese il 32% dei voti, potrebbe diventare il primo partito nello spazio di un mese (ma con 146 seggi sui 151 necessari). Dal punto di vista politico, nulla da dire. Dal punto di vista economico, sarebbe come se l'Egitto, dopo la dittatura di Mubarak, fosse caduto nelle mani degli integralisti. Ebbene, in Egitto è andata così (anche se penso che Obama abbia stretto accordi con i Fratelli Musulmani per "ammorbidirli", come accusa il secondo disastroso neopartito egiziano, quello salafita).

In Grecia mettere l'economia nelle mani di Syriza -che non ne conosce nemmeno l'abc- sarebbe un disastro epocale, una forma di suicidio di massa.

Per questo motivo l'aristocrazia dei vecchi partiti sta cercando convulsamente di risolvere l'enigma. Forse con una Coalizione alla tedesca?

La Germania è il vero nodo dell'Europa, come sempre nella Storia. Si è messa in mezzo al caos già a pochi mesi dalla Caduta del Muro, quando cadde la tutela anglo-americana. Chi ricorda la "dissoluzione pilotata" della Yugoslavia, con la Germania che pensava di allargarsi verso i Balcani e la Cekia?

L'attuale alleanza per l'energia con la Russia -che sembra paghi alcuni politici tedeschi- sarà pure un'operazione di puro business ma ha una valenza geopolitica micidiale. Il caos attorno all'Europa rientra in una guerra occulta di cui intravvediamo solo alcune eruzioni (l'euro, l'Iran, la primavera araba, le guerre civili in Nigeria e Mali).

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