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Riforma del lavoro: Figli di un sindacato minore

Venerdì 16 Marzo 2012, 11:18 in Politica, economia di

Riforma del lavoro al bivio: la Cgil si dimostra alfiera di un sindacalismo vecchio e soprattutto contrario agli interessi dei lavoratori. Non è questione di ideologia ma di risultati ottenuti. Il sistema socialista-conservatore è fallito.


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Mentre ieri sera l'accordo sulla riforma del lavoro sembrava quasi cosa fatta, in seguito all'incontro al vertice tra Monti e i partiti che lo sostengono, oggi arriva una dichiarazione della "Lady di ferro" Camusso, segretaria della Cgil, che dice: "Le proposte sentite finora dal governo non ci convincono, e non vanno bene".

Nessuna riforma del mercato del lavoro, quindi. La Camusso ha spiegato le sue posizioni in questo modo: "Per noi l'articolo 18 è una tutela generale, ha una funzione di deterrenza rispetto all'arbitrio dei licenziamenti. Quindi una discussione deve partire dal salvaguardare questo principio".
Il nodo è tutto qui: i lavoratori hanno bisogno di "tutele" o hanno bisogno di lavoro?

Il licenziamento inoltre dev'essere privo di vincoli, se si vuole migliorare lo sviluppo delle nostre aziende, facilitando -e non ostacolando- le assunzioni.
Del resto che la Camusso difenda il posto di lavoro suo ha un senso, ma è contro gli interessi dei lavoratori l'idea di perpetuare un sistema che ormai è fallito. Infatti dove sono i risultati del conservatorismo sindacale?
Forse si sono evitati i licenziamenti?
Forse oggi è possibile come negli anni delle cicale mandare in Cassa integrazione per dieci anni centinaia di lavoratori?
Nei Paesi "liberisti" si può licenziare, dal momento che un'assunzione non è un vincolo sacro come il matrimonio cattolico, e se chi paga lo stipendio ha difficoltà o non ritiene valide le prestazioni di un dipendente, deve avere il diritto minimo di non dargli più una paga. Ma di rimando il lavoratore sa bene che l'azienda non ha interesse alcuno a licenziare chi lavora bene. E' l'arma migliore in mano al lavoratore.
 Al di là di come ognuno la pensi, il punto è capire se in Italia l'economia generale e quella del singolo lavoratore, le prospettive di crescita generali e individuali, siano migliori in Svezia o in Italia, negli Stati Uniti di Obama (Pil in crescita del 2,5 e disoccupazione ridotta al 6% in qualche anno) o nella Cuba del dittatore Castro.

Persino nella bismarckiana e socialdemocratica Germania (il socialismo-conservatore come marchio di fabbrica indelebile di tutti i Reich tedeschi) il contesto sindacale è grandemente migliore di quello italiano. Le paghe di un operaio tedesco sono il doppio di quelle di un pari grado italiano. La differenza sta tutta nelle tasse, perché le aziende italiane pagano in totale per i loro lavoratori quasi la stessa cifra di quelle tedesche. Peccato che all'operaio italiano arrivino poco più di 1000 euro, e al tedesco il doppio.
Se questo è un sistema da difendere, in cui si guadagna la metà e si hanno servizi peggiori...
La Cgil difende se stessa o i lavoratori?
La Cgil va contro gli interessi dei giovani, dei lavoratori saltuari?
Non è questione di "fede" politica, ma di risultati. E invece la Camusso aggiunge: "...Noi abbiamo detto, e continuiamo a dire, che anche facendo una bellissima riforma del mercato del lavoro, questo non determina la creazione di un solo posto di lavoro, e che il vero tema per l'Italia è la crescita".
Brava, ma se il tema è la crescita, perché le proposte dei sindacati conservatori sono contrarie alla crescita, e favoriscono di fatto la mancanza di competitività del nostro sistema?
Così facendo si produce:
1. L'abbassamento dei salari e il peggioramento dei servizi;
2. La fuga di capitali e la delocalizzazione delle nostre imprese in Romania piuttosto che in Marocco;
3. Il peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti, e la riduzione delle possibilità di assunzione per i non garantiti giovani e anziani.

Come ha detto l'economista Paolo Savona, tutto è partito dalla "nazionalizzazione dell'energia elettrica e la statalizzazione dell'economia, ovvero l'Italia: uno Stato socialista-[conservatore] nell'area [liberale]-occidentale".
N.B. Questo non è un articolo contro il sindacalismo, ma un articolo per un sindacalismo moderno e più efficace.

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