Cultura e Politica
Nigeria: gli italiani se la prendono con gli inglesi, come se fossero stati loro a rapire i due ingegneri della Stabilini. Conviene piuttosto capire il contesto della Nigeria, partendo dalla storia del Falso profeta Muahmmadu Marwa, detto Maitatsine
Il rapimento è avvenuto nel maggio 2011 per mano di integralisti musulmani che si sono definiti come "Al Qaida oltre il Sahel". Il gruppo sarebbe legato a Boko Haram e altre organizzazioni terroriste del nord Nigeria (musulmano, mentre il sudovest è a maggioranza cristiana).
Naturalmente in Italia la polemica ha riguardato l'assalto deciso dagli inglesi, secondo i quali i due ostaggi erano in pericolo di vita. Il tragico epilogo dimostra che la situazione era al limite, come è confermato dall'ora dell'attacco eseguito dagli incursori Sbs dei Royal marines. Agire alle 11 del mattino, invece dell'alba, indica che c'era urgenza di intervenire.
Del resto la via diplomatica non funziona sempre: Rossella Urru è ancora nelle mani dei suoi rapitori, nonostante ci siano trattative in corso, e si trova probabilmente in mezzo alla guerra tra tuareg ed esercito del Mali. L'Italia ha quasi sempre scelto la strada di pagare il riscatto, escluso il rapimento Agliana-Cuppertino-Stefio-Quattrocchi in Iraq. Un altro caso di fermezza fu il sequestro di Aldo Moro -quando lo Stato rifiutò ogni accordo con le Brigate Rosse. Vanno anche ricordate le polemiche sull'inconfessabile trattativa Stato-mafia.
Il quadro africano
Gli Occidentali -Italia inclusa- con quasi tutte le nazioni africane hanno previsto da anni che l'Africa sarebbe diventata un macro Iraq e un macro Afganistan.
E' quindi giustificata la costituzione di una Nato africana, con lo sviluppo semi-segreto del comando militare AfriCom, l'addestramento continuo degli eserciti locali, il riarmo di Stati spesso in mano a clan familiari (Wade in Senegal) o dittatori.
La Nigeria e le sue guerre
Invece di prendersela con gli inglesi (che evidentemente hanno avvertito l'Italia), conviene piuttosto guardare al contesto della Nigeria, senza dimenticare la guerra in corso nel Sahel e nel Mali. Va detto a chiare lettere che il Mali è il terzo produttore di oro al mondo (ed è ricco come tutto il Sahel di uranio, gas e petrolio), mentre la Nigeria è diventata l'Eldorado nero del petrolio, con ENI in prima fila. Ma le motivazioni economiche non spiegano completamente la guerra civile nigeriana, in cui sono rimasti coinvolti l'italiano Franco Lamolinara e l'inglese Chris McManus. I due ingegneri lavoravano per la impresa di costruzioni Stabilini Visinoni nella città di Birnin Kebbi, dove sono stati rapiti.
Nemmeno l'integralismo spiega i massacri, e nemmeno i conflitti tribali. Si deve piuttosto guardare ai conflitti precedenti e ricordare che una nazione di 130 milioni di abitanti, con decine di governatorati, tra giungle e delta intransitabili, è incontrollabile.
Per comprendere i conflitti della nuova Nigeria si deve partire dalla rivolta del gruppo legato al "falso profeta" Muhammadu Marwa, detto Maitatsine, avvenuta quando c'era ancora il Muro di Berlino e non era stato scoperto il petrolio.
Originario del Camerun, Maitatsine si proclamò profeta e mujahiddin dell'islam nella città nigeriana di Kano, dove si era trasferito nel 1945. Benché fosse un teologo osservante, gettò alle ortiche le hadith (la raccolta dei "detti del Profeta") e la sunna (la "tradizione" islamica). Per lui solo il Corano era puro, mentre tutto il resto era paganesimo e "peccato", incluse radio, orologi, biciclette. Nel 1979 Maitatsine si allontanò dalla linea di Maometto e proclamò se stesso annabi (profeta di Allah).
Le autorità coloniali inglesi lo esiliarono, ma lui tornò a Kano dopo la proclamazione dell'indipendenza e nel 1972 diede vita al movimento armato Yan Tatsine, poi divenuto Kalo Kato. La predicazione attirava giovani e inurbati senza lavoro. Gli attacchi di Yan Tatsine erano rivolti anche contro lo stesso clero musulmano. La repressione dell'esercito nigeriano causò la morte di 4177 cittadini di Kano, incluso lo stesso Marwa, morto nel 1980 nel corso di uno scontro.
Nel 1982, dopo la morte del profeta, gli scontri colpirono le città di Bulumkuttu, Maidaguri e Kaduna. Morirono 3000 persone. Nel 1984 gli scontri incendiarono Yola, sotto la guida del principale discepolo di Mohammed Marwa, Musa Makaniki (poi impiccato nel 2006). A Yola morirono in 1000, mentre la metà dei 60.000 abitanti rimase senza le proprie case, distrutte dai colpi di artiglieria. Fu definita la "rivolta dei diseredati", e si scriveva che "In Nigeria i falsi profeti sono problemi reali"
La più diffusa setta islamica nigeriana attuale, Boko Haram, è più vicina al "falso profeta" Marwa che alla "purezza integrale" di Al Qaida.
Boko Haram significa in hausa-arabo "La cultura occidentale è peccato". Si tratta di un gruppo definito come talebani africani. Il fondatore Mohammed Yusuf combatte la democrazia e la teoria della terra sferica, in quanto contraria alla lettera dei testi sacri. Uguale guerra viene mossa contro il darwinismo. La pioggia viene considerata parte della creazione e non il frutto dell'evaporazione.
Stragi
Nel 2009 un massacro viene commesso dalla tribù nomade Hausa, musulmana. Sono scesi di notte dalle montagne del nord (musulmano) per arrivare in tre villaggi alle porte della città di Jos. Sparando hanno costretto gli abitanti a uscire dalle abitazioni e li hanno massacrati a colpi di machete.
Teatro della peggiore carneficina è stato il villaggio di Dogo Nahava a sud di Jos. Il presidente ad interim, Goodluck Jonathan (cristiano, ha dichiarato di aver collocato militari nella regione montagnosa del Plateau in stato di massima allerta in modo di evitare qualsiasi estensione del conflitto.
Lo stato di Plateau è l'unico rilievo della Nigeria e -godendo di un clima temperato- ospita molti stranieri. In Nigeria vi sono molti cinesi, tedeschi, italiani, oltre agli inglesi, naturalmente.
Le principali etnie locali invece sono: Hausa (musulmani, prevalenti al nord), Yoruba (evangelici, prevalenti al centro ovest), Igbo (cattolici, prevalenti nel sud-est). I fulani invece sono dei nomadi il cui nome in arabo (e anche in spagnolo: fulano de tal) significa "senza nome" (un equivalente ebraico, pelon, esiste anche nella Bibbia).
Jos è ancora in territorio Yoruba.
Sempre nel 2009 il gruppo Boko Haram si scontrò con i cristiani e con le forze di sicurezza nigeriane in vari Stati del nord a maggioranza musulmana, compreso quello di Bauchi, provocando la morte di almeno 800 persone.
Negli anni successivi le stragi sono aumentate.