Cultura e Politica
Nel Mali è guerra aperta tra governo e ribelli tuareg. La posta in gioco è la guerra al terrorismo islamico, ma anche la difesa di grandi interessi. Il Mali è il terzo produttore di oro al mondo. Ha molto uranio e anche gas e petrolio.
Da tempo ho sollevato l'attenzione sul Sahel, un'immensa area del Nord Africa, ricchissima di tesori del sottosuolo. E' stato il tentativo di estendere l'influenza libica sul Sahel a dare un'accelerata alla guerra contro Gheddafi. Gheddafi dava il suo supporto in armi e denaro ai ribelli tuareg, in particolare in Mali.
L'attenzione su questa area viene riproposta da un analista militante anti Nato, Rick Rozoff, direttore del sito Stop Nato. Nonostante il suo inaccettabile e continuo addossare colpe a Israele e alla stessa Nato, è un fatto che nel Mali ci siano scontri, e interessi economici in gioco.
La nazione è al centro della vecchia area coloniale francese e confina con tutte le altre nazioni del Sahel e dell'Africa nordoccidentale, escluso il Benin: Burkina Faso, Guinea Conakry, Costa d'Avorio, Niger, Mauritania, Senegal e Algeria.
Per giunta il Mali -terra della strordinaria civiltà Dogon- è il terzo produttore mondiale di oro, dopo Sud Africa e Ghana.
Inoltre il Mali ha notevoli giacimenti di uranio nel nord, tutti gestiti dai francesi. E' in quell'area che si combatte tra tuareg e governo.
In quella zona sono state appena condotte importanti esplorazioni su gas e petrolio, il che testimonia un altro tesoro probabile.