Cultura e Politica
Youssou N'Dour, il più famoso musicista africano, si candida alla presidenza del Senagal. Musica e politica, una storia controcorrente, da Koffi Mopao Sarkozy a Melina Mercouri. L'impero mediatico di Youssou, un Berlusconi africano e progressista.
Il famoso musicista di origine senegalese Youssou N'Dour ha dichiarato di volersi candidare alle elezioni presidenziali di febbraio. La sua è una candidatura di peso contro Abdoulaye Wade, che ha 85 anni ed è al potere dal 2000, dopo essersi dichiarato erede del padre della Patria, il poeta Leopold Senghor.
Wade però è stato poco poetico nel creare un sistema di potere che ha prolungato il suo potere fino a oggi, nonostante i limiti dalla Costituzione senegalese.
Wade ha usato trucchi e trucchetti, come la modifica che rende possibile essere eletti anche col 25% dei voti, invece della maggioranza assoluta, e l'estensione da 2 a 3 mandati. Poi ha imposto come principe ed erede designato il figlio Karim, divenuto per nomina divina vicepresidente, ministro dei Trasporti, dello Sviluppo e dell'Energia della repubblica africana.
Queste imbecillate poco democratiche hanno portato a una rivolta da primavera araba, nel giugno 2011, quando in seguito a diversi black out nelle forniture di energia elettrica a Dakar, migliaia di giovani e un gruppo di rapper guidati da Malal Tall ("malato di pazzia" in lingua wolof) si sono riversati nelle strade della capitale al grido "Ne abbiamo abbastanza!" "Y'en a marre!". La repressione della polizia ha causato due morti e decine di feriti, mentre le proteste hanno portato alla distruzione di alcuni locali della Senelec, compagnia elettrica nazionale.
Il regime dei Wade è ovviamente legato alla Francia, da cui dipende gran parte dell'Africa occidentale (vedi cosa è successo al "ribelle" presidente della Costa d'Avorio, Laurent Gbagbo). Infatti, nel mezzo delle proteste di giugno, Karim Wade telefonò a Robert Bourgi, il "governatore" francese dell'Africa del nord ovest, e gli chiese di inviare truppe francesi a Dakar. Ma Bourgi rivelò alla stampa la telefonata, e ciò dimostra che anche in Senegal i francesi intendono promuovere e guidare una transizione dal dispotismo alla "democrazia". La candidatura di Youssou N'Dour andrebbe in questa direzione.
Del resto il Senegal ha alcuni pregi rispetto alle nazioni vicine: ha avuto un bipartitismo (dal socialismo iniziale al partito democratico di Wade) e nessun colpo di Stato.
La candidatura della star Youssou N'Dour (52 anni) è stata fatta ieri con un'intervista televisiva alla tv del suo impero mediatico Futurs Medias. Siamo quindi di fronte a un nuovo Berlusconi cantante, africano e progressista?
Comunque sia, il musicista è considerato da Forbes la seconda personalità africana più influente.
Del resto anche Gilberto Gil in Brasile è diventato ministro della cultura con la presidenza Lula. In Australia, il leader della band rock Midnight Oil è diventato deputato del Partito laburista e ministro dell'Ambiente. In Grecia la cantante Melina Mercouri è diventata ministro della Cultura. Non dimentichiamo l'esperienza nel partito radicale di Domenico Modugno. Youssou ha cantato i disastri della company elettrica senegalese in una versione sarcastica della beatlesiana Obladì oblada, Leep Mo leundeum.
IN Africa -a parte i calciatori politici come Weah- i cantanti-politici potrebbero abbondare, a partire dal musicista del Congo Koffi Olomide, che facendosi ribattezzare Koffi Mopao Sarkozy, dopo aver lamentato la sparizione della rumba congolese e la pirateria dei suoi pezzi da parte dei ribelli, sarebbe meglio di Kabila.
Si potrebbe candidare anche il rapper del Burkina Faso Smockey, il quale già fa parte della band Le gouvernement e ha interpretato «Votez pour moi».
In Senegal la casa di Youssou, posta nel quartiere Grand-Dakar, è un posto dove la gente si raduna per ballare e parlarsi, a partire dalle due di notte. Ballano anche il ritmo antico di Bamba Mbalax. E i concerti di Youssou nella sua residenza vengono poi ritrasmessi dalla sua televisione TFM, nella trasmissione Dakar non dorme...
Anche la radio di Youssou è la più ascoltata della nazione, mentre il suo quotidiano L'Observateur è il più venduto de Senegal.
Ed ecco quindi che il regime dei Wade inizia a traballare, non già sotto il peso delle rivolte sanguinose della primavera araba, ma con l'ironia della rivolta danceuse. Un regime change musicale è forse la più efficace delle rivoluzioni.