Cultura e Politica
Tim Burton rappresenta una cinematografia a corto di idee (da qui la mania dei remake), ma geniale per riletture espressioniste e humour nero. Difficile che ciò si concili col Pinocchio picaresco di Collodi. Si pensi al flop di Benigni
Tim Burton si cimenterà con un altro remake disneyano (ricordo Peter Pan e Alice nel Paese delle Meraviglie).
Questa volta tocca a Pinocchio, che nella finora insuperata versione di Disney ha mantenuto nel cinema buona parte dei colori e dei contenuti del romanzo di Collodi.
Al contrario di Disney, il Pinocchio di Benigni è stato classificato come il terzo peggiore film della cinematografia mondiale degli ultimi dieci anni.
Nel Disney Digital forum si ironizza sulla possibilità che l'humour dark e il surrealismo e/o espressionismo, che sono la cifra stilistica di Tim Burton, possano rendere l'umorismo e il realismo di Collodi, il quale seppe coniugare la profonda cultura mitica e simbolica della narrazione orale e poi scritta per i bambini (si vedano gli studi sulla fiaba di Propp), con la leggera ironia di superficie tipica della solarità mediterranea e toscana. Per non parlare dell'influenza su Collodi del tono leggero di un Bouvard e Pécuchet, di un Don Chisciotte o di un Gargantua e Pantagruel, del Gulliver di Swift, e del romanzo picaresco spagnolo (Lazarillo di Tormes su tutti).
Molti dubitano che Tim Burton possa dirigere un Pinocchio che aggiorni e magari arricchisca i messaggi di Collodi e di Disney. Sul Disney forum lo scetticismo assume i tipici contorni del battutismo italiano:
Tim, basta!!! Se continui così, passeranno tutti a Wind.
(March Hare = Leprotto Bisestile)
Tra i registi in attività Burton è forse quello più adatto a rendere cinematograficamente godibile un racconto favolistico.
Mi incuriosisce il modo in cui Burton potrebbe presentare personaggi grotteschi come Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe ed i giudici scimmioni (cfr. il non memorabile, ma ironico pianeta delle scimmie), oppure la scenografia del paese dei balocchi e del ventre del pescecane .
Burton, di norma, cerca l'incontro tra l'universo narrativo che gli viene affidato e la propria estetica, con risultati prevalentemente apprezzabili.
Il Pinocchio di Benigni è stata un'autocelebrazione affidata al suo clan di sodali, con troppe scene tipo "buona la prima". Il disastro è stato inevitabile.
1. show must go on
2. basta con pinocchio in tutte le salse! mai pensato di leggere il libro e basta?
Tra questa notizia e quella dell'ennesimo scienziato iraniano assassinato dai servizi occidentali, quale poteva essere la più importante del giorno? :'D
alle 00:16
Paolo della Sala
Certamente il successo di Tim Burton è meritato. Mi piacerebbe vederlo in qualcosa di originale, sempre con quella chiave grottesca, espressionista e surreale. Francamente se ci riesce anche nella versione cinematografica di Pinocchio, è più che bravo. Ma lo vorrei impegnato in qualcosa a metà tra lo Stevenson del Club dei suicidi e il Rabelais del Pantagruel. Il tutto in chiave moderna. Se mi chiama, glielo scrivo io il soggetto.