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Canone Rai 2012. Confronto con le altre tv europee

Paolo della Sala avatar Giovedì 29 Dicembre 2011, 12:43 in Politica di Paolo della Sala

Il canone Rai 2012 è salito a 112 euro. Prima di pensare a soluzioni efficaci, conviene sapere e capire come funzionano i servizi pubblici tv nel resto d'Europa.


canone_rai.jpg
Il canone Rai è una tassa ineludibile e come tale è impossibile abrogarla attraverso un referendum. Nel 2012 il costo annuo salirà a 112 euro, per effetto dell'aumento dell'inflazione (+1,5 euro). Come si sa, si tratta di un'imposizione che colpisce il possesso di apparecchiature di comunicazione, dal computer alla radio con le cuffiette. Paga anche chi non ha una tv.

L'aumento di poco più di un euro sembra basso, ma diventa poco digeribile se si pensa che, mentre in Italia si aumentano i prezzi dei servizi a causa dell'inflazione, nel frattempo non si adeguano pensioni e stipendi. Nel 2006 si pagavano 99,6 euro, e tra quella cifra e quella attuale il salto diventa pesante.

Oggi sono riprese alcune campagne per l'abolizione del canone e la privatizzazione della Rai (sistema più commendevole e praticabile). Ma -al solito- in Italia si segue la strada dei francesi, che consiste nel tagliare teste e non pagare, ma senza risolvere i problemi, oppure nel chinarsi e accettare la tassa senza nulla dire. Conviene allora prima vedere come il sistema funziona nel resto d'Europa, poi decidere di proporre delle soluzioni efficaci e realizzabili. Le informazioni sono tratte da più fonti, in particolare da Lsdi.

REGNO UNITO

La Bbc (British broadcasting corporation) è stata fondata nel 1926. Non ha pubblicità ed è finanziata dal solo canone. Si tratta di un sistema pubblico-privato fin dagli anni '50, con rigorosa separazione tra corporation commerciale, e i canali pubblici. Le tv commerciali e satellitari sono altrettanto diffuse e potenti. La BBC dipende da un Consiglio di governors e dalla Indipendent television Commission (di nomina governativa). Il parlamento controlla gli aiuti al sistema tv e la gestione dei contratti per l'utilizzo degli spazi. Di fatto il Governo, dal dopoguerra a oggi- è intervenuto solo una volta negli affari interni della BBC, quando la Thatcher vietò la diffusione dei messaggi dei terroristi dell'Ira.

Rigorosa l'attenzione a non catechizzare ed evangelizzare lo spettatore: i programmi giornalistici ''devono offrire agli utenti un resoconto intelligente e informato dei temi in modo da consentitre loro di farsi un' opinione propria. Il giornalista può esprimere un giudizio professionale, ma non un' opinione personale, e il giudizio deve essere palesemente equo ed acuto. Il pubblico non dovrebbe essere in grado di capire dai programmi della Bbc quali siano le opinioni personali di presentatori e giornalisti''.

Il canone è la fonte principale di finanziamento, oltre alla vendita delle proprie produzioni alle tv di tutto il mondo. Non è ammessa la pubblicità né la sponsorizzazione dei programmi, salvo specifica autorizzazione del Secretary on State.

FRANCIA
TF1 è stata privatizzata, mentre Antenne 2 e Antenne 3 sono rimaste pubbliche. La morsa dei partiti sulla Tv è stata allentata nel 1974, con la divisione del servizio in sette società distinte. Oggi il sistema è pubblico-privato, col controllo di una Autorità come il CSA -Conseil Supérieur de l'Audiovisuel il quale è (formalmente) esente da controlli politici. Vi sono 4 canali pubblici (inclusa l'eccellente Arte) e 3 privati. Permane una forte presenza statalista: nei Cda dei canali pubblici vi sono due parlamentari; 4 membri di nomina statale; 4 esperti nominati dal CSA; due rappresentanti sindacali. C'è finanziamento di Stato tramite canone, dal quale sono esentati gli anziani e le strutture sociali (sopizi, ospedali etc.) e c'è un tetto pubbicitario rigido.

GERMANIA

Vi sono due canali nazionali (ARD E Zdf), più 8 canali regionali, alcuni dei quali gestiti con Francia, Svizzera e Austria.
Sono i Lander -e non lo Stato centrale- ad avere voce in capitolo attraverso i loro Consigli televisivi, i quali sono legati ai parlamenti regionali E alle diverse lobby e gruppi di interesse (imprese, scuola, associazionismo). Il Ministero delle poste e etelecomunicazioni ha solo il compito di gestire le frequenze dal punto di vista tecnico, e non può decidere se una nuova tv può o meno avere spazio.

I partiti non possono intervenire nella programmazione e nelle norme sulla tv, ma solo nelle trattative tra i diversi Lander. E' previsto il versamento di un canone. I canali pubblici Ard e Zdf sono finanziati anche dalla pubblicità, ma con un tetto max di 20 minuti al giorno.

SPAGNA

La tv pubblica Rtve è finanziata soltanto dalla pubblicità. Lo Stato interviene solo in caso di deficit di bilancio. La tv è considerata come servizio pubblico essenziale, gestito direttamente da Rtve, e indirettamente dalle private.
Rtve subisce il controllo amministrativo di tutti gli Enti pubblici spagnoli. Il parlamento gestisce il CDA e il DG.

OLANDA

Vi sono 3 canali pubblici, Nederland 1, 2 e 3, ognuno dei quali è assegnato a diversi gruppi culturali-sociali etc. Lo Stato coordina i titolari delle tv attraverso il NOS. La legge prescrive al servizio pubblico una suddivisione del tempo di trasmissione per settori: 25% informazione, 20% cultura, 5% educazione, 25% intrattenimento e il restante 25% gestibile direttamente dall' organismo.
I finanziamenti sono al 25% derivanti dalla pubblicità, per il resto provvedono le associazioni titolari. I privati possono trasmettere solo via cavo o satellite. Gli impianti di trasmissione dei segnali sono privatizzati, mentre la loro gestione è affidata alle tv. Il tetto della pubblicità è al max del 10%.

9
9 commenti
9
12 Feb 2013
alle 14:45

Giacomo Frontini

QUESTA SITUAZIONE è DIVERSA DA NAZIONE A NAZIONE EUROPEA

8
05 Feb 2013
alle 16:56

Chiara Murphy

Il canone non è una tassa ma un abbonamento e perciò si può recedere da esso; inoltre chi non ha una tv non è affatto tenuto a pagare (ma è tenuto a comunicare alla rai il fatto che non possiede apparecchi televisivi in modo da far chiudere l'abbonamento).

7
18 Dic 2012
alle 08:57

Giuseppe Longo

il mio parere mi sta bene pagare il canone ma la rai dovrebbe fare molto meno publicita oppure non farmi pagare il canone e fare la publicita come mediaset

6
18 Lug 2012
alle 01:01

Anna

Parliamo parliamo ma non facciamo mai niente. Paghiamo sto canone Rai e ci lamentiamo siamo così stupidi noi italiani ke oramai si inventano le tasse più assurde tanto sanno ke ci lamenteremo un Po ma alla fine le paghiamo. Xke invece di parlare nn facciamo qlks? Xke dal primo di agosto 2012 fino al 10 di agosto nn ci dimentichiamo della tv la lasciamo spenta x 10 giorni facciamo uno sciopero nazionale tutti insieme facciamo scendere di botto gli ascolti agiamo invece di parlare.È un sacrificio troppo grande rinunciare x un Po alla tv?? Un tempo x cambiare qlks nella propria nazione si sacrificava la vita!! Dobbiamo pagare il canone? Togliete la pubblicità !!! Il cittadino è sempre quello ke deve subire e nn ha diritto di replica!

5
25 Gen 2012
alle 13:33

Paolo della Sala

Sono d'accordo, Guido

4
25 Gen 2012
alle 09:50

Guido

sinceramente non credo si debba pagare se uno ha la radio con le cuffiette, oppure ha l'allacciamento elettrico. Per il resto concordo con gli altri commenti. E' una tassa, e come tutte le tasse anche abrogabile con decreto. E' ancora più ingiusta oggi, per via della pubblicità. Riportino la RAI di un tempo, senza pubblicità e con molti meno programmi idioti, e sarà più accettabile, anche se un ladrocinio (ma non siamo ancora abituati??).

3
12 Gen 2012
alle 13:34

ugo

Dobbiamo subirci minuti e minuti di pubblicità che loro ci prendono i soldi in più dobbiamo pagare il canone???!!! dovrebbero loro pagare noi per i minuti che ci assorbiamo la loro pubblicità!! E' Un LADROCINIO INCREDIBILE!!!!!!

2
06 Gen 2012
alle 20:47

anna

nn ho parole ......mi vergogno di essere italiana  ......mentre qualche anno fa ero orgogliosa

1
02 Gen 2012
alle 12:05

Prospero

Il canone TV è una vessazione.Negli USA, la nazione che ha visto la prima diffusione su larga scala della TV come mezzo d'informazione ed intrattenimento, la TV è completamente privatizzata e GRATIS: un canone radio-TV non esiste. Le trasmissioni TV sono finanziate dalla pubblicità messa in onda dai canali, né i singoli stati né il governo federale impongono un canone obbligatorio. Se agli americani si volesse imporre un balzello del genere, ne risulterebbe una rivoluzione come quella per la "Tea Tax" del 1773. Se la RAI vuole il canone, abolisca la pubblicità dai suoi canali e migliori la qualità dei suoi programmi. I 3 canali di MEDIASET hanno la pubblicità, ma NON esigono un canone (anche se i suoi programmi sono cretini di quelli della RAI). N.B.: i programmi TV americani lo sono altrettanto - ma non ci si paga su un canone. Per ultimo: è assolutamente prevaricatorio imporre un canone TV solo per il fatto d'avere un contratto per la fornitura di elettricità, anche se non si tiene un televisore.


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