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Siria: attivata una base Nato-saudita in Turchia

Martedì 29 Novembre 2011, 13:59 in Esteri di

Nel giorno dell'attacco all'ambasciata britannica di Teheran, cresce la tensione al confine della Siria: la Nato e gli arabi avrebbero creato una base militare in Turchia. L'economia irachena spiega molte cose della crisi...


iran UK ambasciata.jpg
Nel giorno dell'attacco del regime iraniano contro l'ambasciata inglese di Teheran, secondo il sito Debka file (Israele), un comando misto di ufficiali Nato e arabi ha creato una struttura condivisa per gestire la crisi siriaca dalla base turca di Iskenderun (provincia di Hatay, vicina al confine turco-siriano).
Il gruppo comprende militari degli Stati Uniti, Francia, Canada, Qatar, Sauditi, e degli Emirati, oltre a ufficiali turchi. Non si tratta di una rappresentanza ufficiale della Nato, quanto di un "monitoraggio" in vista della creazione di un "corridoio umanitario".
Ciò conferma quanto il sottoscritto sostiene da mesi:
1) che nella scena internazionale è ormai ufficiale l'alleanza sunniti-Nato;
2) Un altro dato ormai confermato è quello del modello turco (la DC musulmana di Erdogan) come base per i nuovi governi post-dispotici (vedi Marocco, Tunisia ed Egitto).
3) Infine la crisi globale del MENA (middle East & north Africa) ha nell'Iran il suo epicentro.

 IRAN-IRAQ-SIRIA 

Come ho già scritto in altra occasione, la crisi della Siria è anche il problema iracheno-iraniano.

IRAQ, aggiornamenti
-
le riserve irachene di petrolio sono arrivate a 500 miliardi di barili. 

- la ricostruzione dell'Iraq comporterà una spesa di 500 miliardi di dollari nei prossimi decenni - Oltre al petrolio, si prevede una crescita economica grazie a investimenti nella ricostruzione. La ricostruzione attira le banche mondiali, alla ricerca di liquidità e in fuga dall'euro. Ne scrive l'Economist, che confida anche in un incremento della Borsa di Bagdad, cresciuta di un terzo nell'ultimo anno.
- Accordi per l'estrazione di gas tra Exxon e Curdi. Malvisti da Maliki.

- IRAN-IRAQ
"la partnership tra i due paesi appare ormai consolidata:

l'estate scorsa, il vicepresidente iraniano Mohammed Reza Rahimi ha guidato una delegazione di 170 industriali a Baghdad, una visita che ha fatto storcere il naso ai diplomatici statunitensi nel paese" 

"A Bassora, importante città nel sud del paese (e vicinissima al confine), un'impresa iraniana sta fornendo energia elettrica... e beni a basso costo. Inoltre, investitori iraniani starebbero negoziando con il governo iracheno per finanziare la ricostruzione della rete ferroviaria.  

"Inoltre, sta provocando danni rilevanti all'agricoltura anche la mancata conclusione di accordi con Turchia e Siria per la gestione delle acque del Tigri e dell'Eufrate... come dimostra una recente indagine svolta dal governo iracheno, Unicef e Unione Europea, le difficoltà di approvvigionamento idrico colpiscono il 21% della popolazione irachena".  (Fonte: Osservatorio Iraq)

 

GRAN PARTE DELLE TRUPPE USA IN RITIRO DALL'IRAQ SARA' RIDISPIEGATA NEL GOLFO PERSICO, IN PARTICOLARE NEL KUWAIT. In funzione anti-iraniana.

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