Cultura e Politica
Due problemi per Mario Monti: la nomina dei ministri, in un Paese in cui il PDL era la reincarnazione di DC+PSI, e il PD la rencarnazione di DC+PCI. La lista dei possibili ministri. Infine, i conti, con 200 miliardi di Titoli di Stato già disinvestiti dagli operatori e dalle banche esteri, e altri 293 in scadenza entro aprile 2012.

Continuano le consultazioni per la formazione del governo di Mario Monti. I problemi sono due: gestire la nomina di ministri tecnici e "politici" insieme, in modo da tenere a bada la partitocrazia, e gestire la montagna di debito pubblico.
Come ha ricordato Corrado Passera di S. Paolo-Banca Intesa, a partire dai prossimi mesi le banche europee dovranno ricollocare ben 800 miliardi di debito sovrano in titoli di Stato. Per l'Italia diventa strategico riuscire a riconquistare la fiducia dei mercati e dei grandi operatori. Viceversa sarà un crack colossale, perché il governo non avrebbe modo di pagare coloro che vorranno riscattare BoT, BTp, CcT etc.
Si noti bene che finora gli investitori esteri hanno già disimpegnato titoli italiani per 200 miliardi.
Il debito pubblico "alla greca" è la vera scommessa del nuovo esecutivo. Come ha ricordato opportunamente il presidente della Repubblica, da ora alla primavera del 2012 ci saranno titoli in scadenza per 293 miliardi -al netto delle cedole che sono di 55 miliardi di euro. Una cifra pari al 15% del debito pubblico.
Per quanto riguarda la parte politica del progetto di governo Monti,
si dovrà partire da una nota fondamentale: il PDL, nonostante un fiume di parole, ha emarginato la parte dinamica e liberale della sua classe dirigente, quella che puntava alla semplificazione della burocrazia, alla riduzione dello Stato, allo sviluppo. Nel PDL chi ha comandato finora erano ex socialisti (Sacconi, Cicchitto...) ed ex democristiani (Scajola, Pisanu, Alfano).
Nel PD chi finora ha comandato sono ex democristiani (Bindi, Franceschini), ed ex comunisti (D'Alema, Bersani...).
In pratica NULLA è cambiato: siamo esattamente come negli anni '80, alla faccia del bipolarismo. Da un lato il progetto DC e socialisti, dall'altro quello DC coi comunisti.
Per giunta sono tutti "ex". Ovvero, poco di nuovo è stato realizzato dal punto di vista delle culture politiche. Questo dato è strutturale e andrà superato, come -purtroppo- non fa pensare l'attuale, a partire dal probabile "nuovo" ministro degli Esteri, l'ex socialista Giuliano Amato.
TOTO MINISTRI
Esteri: Giuliano Amato - E' "Indipendente" vicino alla sinistra, è l'ex premier della "rapina sui c/c degli italiani, ma Berlusconi lo ha nominato a capo del Comitato per le celebrazioni del 150mo dell'Unità d'Italia.
Interni Anna Maria Cancellieri - Carriera tecnica come prefetto.
Giustizia: Pannella o Piero Alberto Capotosti o Cesare Mirabelli -Pannella è la proposta radicale: bella ma impossibile. Gli altri due sono stati a capo del Csm e della Corte Costituzionale. Si tratta quindi di tecnici, ma legati alla corporazione dei magistrati.
Economia: Guido Tabellini
E' rettore della Università Bocconi, di cui Mario Monti è presidente. In Francia tutta la classe politica proviene dall'ENA, incluso François Hollande, candidato socialista. In Italia la Bocconi è meno una "scuola di alta formazione politica", e più una scuola di formazione economica, ma è l'ora di dare valore agli istituti seri e capaci: Bocconi, la Luiss...
Welfare: Carlo Dell'Aringa - Fa parte della nutrita (possibile) schiera di ministri provenienti dall'Università Cattolica di Milano, legata storicamente al filone prodiano del Pd.
Difesa: Rolando Mosca Moschini - Il generale è consigliere militare di Giorgio Napolitano. Una nomina che riflette il carattere istituzionale del nuovo governo.
Sviluppo economico: Carlo Secchi o Antonio Catricalà - Secchi è bocconiano; Catricalà è attuale presidente dell'Antitrust (in quota Pdl).
Cultura: Salvatore Settis E' un archeologo di fama mondiale e ha diretto per diversi anni il Consiglio superiore dei beni culturali fino a quando in polemica con il Ministro Bondi non si è dimesso.
Istruzione
Lorenzo Ornaghi - Docente di Scienze politiche alla Cattolica di Milano.