Cultura e Politica
Deludente -stando alle indiscrezione e in attesa del testo- il maxi emendamento varato dal Consiglio dei ministri. La Lega blocca le pensioni. La patrimoniale rientra (ma rischiava di peggiorare le cose). Servivano proposte pesanti, in grado mettere fine allo strazio delle Borse e dei Titoli di Stato italiani. Forse, se i mercati affonderanno anche questo passaggio poco riformista, il governo ha le ore contate.

Il consiglio dei ministri ha fatto ciò che poteva fare, nelle condizioni in cui si trova: una scelta al ribasso, che difficilmente risolverà qualcosa. Resta una speranza: che il testo (finora "segreto") del maxi -emendamento dimostri una spinta riformista finora mancata. Tuttavia, a quanto pare ora, il governo ha applicato una parte delle richiesta UE, ma senza la parte più richiesta dai mercati: riforma del mercato del lavoro e accelerazione del piano pensionistico. Constatazione: il conservatorismo della Lega sta affondando il governo e la stessa Lega. Per giunta, l'opposizione è spaccata, con poche idee e con una base contraria al libero mercato, conservatrice e statalista.
La tassa patrimoniale, o il prelievo forzoso dai c/c, di cui tutti predicano a vanvera, è illiberale e rischierebbe di far chiudere anche le fabbriche finora aperte, visto che tutti delocalizzerebbero capitali e aziende.
La soluzione migliore è quella che nessuno dei grandi partiti vuole: un governo tecnico che faccia almeno ripartire la Borsa, mettendo fine alla speculazione sui Titoli di Stato.
Basterebbe già questo. Spero comunque che la presentazione del testo del maxi emendamento approvato dal Consiglio dei ministri ieri sera smentisca le indiscrezioni pessimistiche di queste ore e convinca i governi del G20 riuniti a Cannes, il Fmi, la UE e i mercati.
Ma nessuno ci crede, e questo è il segnale più grave. Se oggi i mercati e gli alleati del G20 picchieranno duro, il governo potrebbe cadere in poco tempo.