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Crisi e speculazione: Giappone prossima vittima?

Giovedì 3 Novembre 2011, 16:16 in economia di

La battaglia di Cannes appare vinta a Berlusconi, grazie e diverse mosse concomitanti. Oggi il governo poteva cadere, ma invece sembra in grado di tenere, anche per colpa delle opposizioni. Meglio seguire i dibattiti nascosti, non quelli idioti televisivi. Si pensi ad esempio al Giappone, col debito al 200% del PIL, un deficit all'8%, senza crescita da anni e senza riserve auree. Come mai la Borsa del Giappone tiene?

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Mentre ieri sera il governo Berlusconi sembrava ormai alla fine, oggi i mercati hanno avuto un rimbalzo positivo. Diverse le cause: in primo luogo la riduzione dei tassi di interesse decisa da Draghi; in secondo luogo la caduta del governo greco e soprattutto la rinuncia all'idiotissimo referendum proposto da Papandreu (che andava esteso a tutti gli europei, piuttosto. Inoltre, è ovvio che i prestiti vanno onorati a caro prezzo e con sacrifici).

Inoltre l'opposizione non riesce a trovare il bandolo della matassa e appare divisa in infiniti rivoli. Si veda per esempio l'ennesima promessa di entrare nel gioco politico fatta da Montezemolo in questi giorni; la promessa di spedire una "lettera alla UE" da parte di Di Pietro; le non proposte del PD e di Vendola...
Inoltre Obama ha promesso di sostenere l'euro. Il che porta a concludere che il governo -purtroppo o per fortuna, non mi esprimo più ormai- andrà avanti, essendo senza alternative concrete.
IL G20 di Cannes potrà stabilizzare i mercati, ponendo fine a queste continue mareggiate? Difficile dirlo. Vale la pena, piuttosto, di individuare il dibattito che non emerge nei TG, nelle pagine dei quotidiani, sulle bocche degli "economisti" o "economistici".

Si veda per esempio quanto scrive Finanza e politica, a proposito di uno dei mille Profeti Esperti che si sono succeduti in questi giorni:

(...) Razza di ignorante in cravatta che spari sentenze poniti qualche banalissima domanda prima di fare commenti... Te ne suggerisco qualcuna:
- Perchè i mercati non attaccano il Giappone che ha un debito che supera il 200% del PIL e che prevede un deficit di bilancio dell'8% sia nel 2012 che nel 2013.
- lo sai che il PIL Giapponese non cresce da anni?
- lo sai che l'Italia ha riserve d'oro pari a circa il 5% del nostro debito?
- le conosci le riserve auree del Giappone?
- perchè oggi è crollato il DAX, visto che la Germania cresce?
- perchè la GB ha svalutato la sterlina nei confronti dell'Euro?

Poi se vuoi attaccare i Governo fallo... ma non prendere in giro l'intelligenza degli Italiani. E soprattutto perdi una settimana a vedere i book dei mercati. Imparerai che i Future sul Dax e sui Bund aprono un'ora prima di quelli italiani, che la tendenza la danno loro, imparerai che il future sul DJ funziona tutta la settimana... Imparerai che ieri a Wall Street ha fatto crac un grande brokers (MF Global) e che oggi i mercati hanno avuto una operatività del tutto anomala e che qualcuno ci ha giocato.

Si veda anche questo commento al post di cui sopra:
Lei ha ragione nell'affermare che non un problema legato alla capacità di ammortamento dell'Italia. E' anche evidente, però, che il problema è politico, non meramente finanziario.
La querelle politica verte sostanzialmente su tre questioni che sono a fondamento stesso dello Stato italiano:
1- la capacità (o meglio la volontà) di innovare e standardizzare degli Italiani, che langue fin dai tempi dell'Unità per motivi (latrocini e rendite) che la storia finanza pubblica pre e post unitaria descrive molto bene;
2- il ruolo della finanza vaticana, sia come esborso perpetuo sia come investimenti in imprese italiane sia come laundry accreditata e qualificata
3- il populismo carbonaro, trasformista, cattolico, fascista, comunista, berlusconiano che ci impedisce di fondare la nostra società sulla meritocrazia.
Qualunque finanziere di famiglia ugonotta, puritana o ebraica è stato educato, da secoli, a diffidare del "pacco" che noi italiani sappiamo confezionare molto bene.
Visto che è un esperto di finanza privata, provo a chiederle chi mai chi mai farebbe acquisti massivi di BOT italiani, per un totale pari al 40% del PIL italiano, se dovesse essere convinto che li sprecheremmo tutti, come abbiamo fatto da 40 anni a questa parte, e che tra 10-20 anni non saremo in grado di pagare il dovuto?

Si veda infine questo sconsolante ricordo delle differenze tra USA e Italia (tutto iniziò negli anni '70):

[ Si guardi innanzitutto ai] mercati del lavoro che - nonostante la crisi e grazie alla deregulation- funzionano molto meglio di quello italiano (dove li trovi in Italia gli operai che guadagnano 3.500 Euro al mese o 5.000 Dollari USA al mese?). (...) negli USA l'articolo 18 non sarebbe mai potuto esistere in quanto è illiberale e uccide ogni rinnovamento della società e della produzione... Perché in Italia non si possono assumere 6.000 operai per quattro anni (il tempo che ci voleva per avviare un progetto) senza doverseli tenere anche dopo quando non ce n'è più bisogno, come avvenne a inizio anni '70 a un mio caro amico, ex dirigente di una delle più grandi industrie italiane... Il contratto fu vinto da un'azienda di un altro paese dove si poteva.

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3 commenti
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12 Nov 2011
alle 20:33

Hiei

"soprattutto la rinuncia all'idiotissimo referendum proposto da Papandreu"

Bravo: la gente deve stare muta e obbedire, guai a dare idee idiote in giro tipo che si possa esprimere sul proprio destino. Questa è la democrazia: un vero inno alla libertà il tuo!

"(che andava esteso a tutti gli europei, piuttosto."

Ecco un'ottima idea. Tanto puoi dirlo perchè sai benissimo che non succederà.

"Inoltre, è ovvio che i prestiti vanno onorati a caro prezzo e con sacrifici)."

Per esempio i prestiti di Berlusconi e soci con cui si pagano cocaina e mignotte, con cui comprano Maserati come auto blu per scorrazzare (notizia vera di un paio di giorni fa: google that!) e vanno in vacanza coi voli di Stato e ti cementificano anche il tinello per spartirsi un po' di refurtiva fiscale con gli amichetti li dovete pagare voi italiani a caro prezzo e con sacrifici.

E che non vi venga in mente qualche cretinata come potervi esprimere su questo, con referendum o altro! Che le manifestazioni di protesta sono democratiche solo in casa d'altri se non fosse chiaro! Insomma!

Tutto chiaro fin qui?

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04 Nov 2011
alle 18:04

Paolo della Sala

Fred, è vero, ma il punto dell'osservazione di cui parliamo è che il Giappone è in sofferenza notevole e peggiore della nostra anche per altri indicatori economici, come dimostra Moody's.
Che di mezzo ci sia non solo il "mercato", ma anche Stati etc. mi sembra degno di attenzione.
Quanto noi, ci sono molte riflessioni da fare sull'uzzo dei nostri Lodovico il Moro, che hanno lasciato comprare Titoli di Stato italiani a Francesi e tedeschi. Secondo me il fatto che buona parte del Debito sovrano italiano sia in mani STATALI (BNP Paribas, lo è, per esempio), più che nelle mani "del mercato", indica che si è trattato di un'operazione politica sulla quale sarebbe bene fare rigorose, pragmatiche e veritiere analisi.

1
04 Nov 2011
alle 16:51

Fred

Piccolo dettaglio...

Il debito giapponese è nelle mani dei giapponesi, cosa vuoi attaccare?

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