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Dalla immortalità alla e-mortalità

Venerdì 26 Agosto 2011, 11:49 in Cronaca, Life Style, Scienza, cultura, religione di


Reuven Brenner a fine anni '90 registrò il dominio e-mortal.com.
Un suo recente articolo su Forbes, la cui redazione ogni anno redige la classifica dei più ricchi umani del mondo, amplifica la questione.
Molte persone hanno cercato di eternarsi, dai tempi delle prime pitture rupestri fino ai mecenati che hanno costruito ospedali o università o agli imperatori che hanno costruito monumenti e strade col loro nome o la loro effigie. Nel primo Rinascimento, Marsilio Ficino riprendeva l'idea platonico-ermetica che nelle statue fosse presente "l'essenza" della persona rappresentata, e che comunque le sculture potessero racchiudere e imprigionare degli spiriti. Scrittori e artisti scrivono per eternare la propria presenza, per uscire dal tempo e vivere un eterno presente attraverso le loro opere. Ogni copia de Il Rosso e il Nero racchiude dunque un atomo dello spirito di Stendhal?

Per gli umani vi erano comunque due formidabili mezzi per spezzare la catena nascita-vita-morte: la procreazione di figli e la religione (che a sua volta racchiude la via per la procreazione di un nuovo io, come suggerisce San Paolo). Era così fino all'avvento di internet, che ha democratizzato la -e-mortalità in molte forme. Chiunque "può avere un blog o un sito, dove immettere storie, video, la storia familiare, le proprie opere d'arte". Ma -aggiunge Brenner- "ciò è vero, ma solo in linea di principio, dal momento che abbiamo a disposizione solo 24 ore al giorno, e che viviamo solo una vita". A quel punto ci ha pensato un business man inglese, col sito "La tua vita. Salvata". Sentendo odore di affari, più che di santità, la Columbia pictures si è buttata sull'idea, ancora in embrione.

C'è chi crede all'idea di e-mortalità, donata da un Gesù al silicio a esseri umani elettrici, sempre più dotati di un'immagine al plasma, una voce in formato mp3, un cuore in formato facebook. La classe digitale va in paradiso, un e-paradiso. L'e-paradiso è facile e raggiungibile. Basta registrarsi. Tutti possono eternarsi tramite un blog o un sito, ma la -e-mortalità prevede qualcosa di più strutturato e organico, che perpetua la tua comunicazione.

Immagino che sia possibile costruire un software per realizzare un proprio blog completamente automatico, in cui ogni nuovo post sia il risultato di una scelta estetica ed e-mozionale e di una selezione delle principali notizie del giorno, nel mondo o nella città in cui il caro e-stinto ha vissuto.
In questo modo il defunto potrebbe continuare a dirsi. Credo esista già un software utile a ricostruire la voce di una popstar, così che Michael Jackson continui a interpretare altre canzoni dopo Thriller (sottotitolo: Danza dello zombie).
Vi sono alcune conseguenze, in questo gioco: la prima è che il doppio inizia a vivere fin dalla prima infanzia e dai primi smartphone, mentre l'io fisico e l'io spirituale devono condividersi col doppio digitalizzato, erede dell'anima, che è la "mente", la parte psichica, nella tripartizione paolina (dimenticata dalle Chiese cristiane, le quali sono incappate in una riduzione ad anima e corpo del tutto sballata).
Così, se la -e-mortalità si incarna nelle esistenze, la parte umana che si chiamava "spirito" -da non confondere con istanze mistiche o superstizioni- diventa una dissolvenza.
(Immagine: Carnevale a Venezia, di Vladimir Tchernyshev, ispirazione di Eyes wide shut di Kubrik; Lili Brochetain Collection).

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