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Cina, peggiorano economia e dittatura

Martedì 24 Maggio 2011, 11:20 in Esteri di

Riviste al basso le previsioni di crescita per la Repubblica popolare cinese dopo un rallentamento nella produzione manifatturiera, a maggio. Ieri la borsa di Shangai è caduta (con le altre asiatiche) di quasi il 3%.

Ai problemi economici si aggiunge una dura crisi politica, dal momento che cresce la guerra tra le fazioni al potere. Secondo Jamestown foundation Pechino è di fronte a un ritorno al passato maoista. A un irrigidimento e a una chiusura dei piccoli spazi di libertà concessi negli ultimi anni.
Il partito comunista infatti ha preso molto sul serio l'ondata delle rivoluzioni arabe.

Ad esempio, per paura di un'effetto eco della "rivoluzione dei gelsomini della Tunisia, la parola molihua (gelsomino) è stata bandita dai media stampati ed elettronici, così come da internet. "Il Festival culturale internazionale del gelsomino che si svolge in Cina, previsto per questo mese nella provincia del Guangxi, è stato annullato. Radio e tv tornano ai programmi nazionalistici del periodo maoista, mentre i film e le spy story sono quasi spariti dalla programmazione.

Scrive Jamestown: "Ciò è il riflesso di una lotta tra le bande che occupano il potere: la fazione "riformista", capitanata dalla Lega dei giovani comunisti del presidente Hu Jintao, sembra essere sconfitta dalla crescente cricca neo-maoista, guidata da Bo Xilai, membro del Politburo e segretario del Partito a Chongqing. Insieme al vice presidente Xi, Bo è un membro anziano della potente "Cricca dei principini", legata al tramonto degli anziani del Partito".

Si noti che le fazioni fanno riferimento anche ai diversi feudi cittadini: ad esempio Hu Jintao è anche un esponente della città di Tianjin (o Tientsin in italiano), la città dove era presente un insediamento coloniale italiano (vedi questo mio articolo Storia della colonia italiana in Cina), che grazie a lui ha avuto un grande impulso, con treni a levitazione magnetica, industrie come Airbus etc. Al contrario Xilai è legato al feudo di Chongqing.
"Sin dal 2008, Bo ha portato avanti nella sua città le due campagne "colpire gli elementi neri" e "cantare la gloria dei rossi". Nella politica cinese, per "neri" si intende la triade della mafia cinese mentre per "rossi" si intendono i precetti maoisti". (...) Gli sguardi si sono fatti più attenti quando, lo scorso mese, persino il presidente dell'Assemblea nazionale del popolo Wu Bangguo e il membro del Politburo (incaricato dell'organizzazione) Li Yuanchao hanno compiuto un pellegrinaggio a Chongqing.

(...) Non si è verificato alcun segno di discordia all'interno dell'Assemblea nazionale del popolo quando il Parlamento, dominato dal Partito, ha approvato all'inizio dell'anno un budget di 624,4 miliardi di yuan (circa 62 miliardi di euro) per "migliorare la stabilità socio-politica".
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24 Mag 2011
alle 14:00

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