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Il liberalismo dottrinale e il caso Gheddafi

Giovedì 2 Settembre 2010, 11:09 in Politica di
Ho seguito con interesse il caos cranico destatosi con la visita in Italia del leader libico Gheddafi. Nulla da dire a proposito del giudizio politico complessivo: Gheddafi è un dittatore che rispetta poco o nulla i diritti umani. Senza parlare del suo passato.
Tuttavia la canea mediatica innescata mi dava un certo fastidio, perché pensavo che Prodi andò a braccetto con Gheddafi  come Berlusconi, anche se allora la cosa fu opportunamente piazzata sotto il tappeto.
Io stesso sono colpevole di dottrinite liberale, e contro Gheddafi e Hugo Chavez ho speso più di un articolo e di un post forse privi di elasticità, dote fondamentale per la politica.
E mi vengono in mente le parole di Machiavelli, e constato che gli USA, così tanto nemici di Chavez, comprano petrolio dal Venezuela. Constato anche che il Regno Unito, che pure ha subito centinaia di morti a Lockerbie per un attentato di matrice libica, ha liberato l'attentatore (!) senza troppa canea, per dar modo alla BP di effettuare business petroliferi con Tripoli.
La conclusione del discorso è che il liberalismo alla italienne soffre di un peccato mortale (forse più di uno, visto che oggi appare (mediaticamente) guidato da Fini, Casini & Co.). Il peccato mortale del liberalismo à l'italienne si chiama cattolicesimo, ovvero Dottrina.
Ma la dottrina va bene se si tratta di questioni teologiche. Non va bene se ci si muove in territori complicati elastici e compromissori come la politica, vivecersa ai rischia di essere bicolpevoli, come nel caso della guerra tra finiani e Pdl.  Con i dittatori non ci sono compromessi ideali di nessun tipo, ma ciò non può implicare un suicidio per gli interessi nazionali e la Ragion di Stato. O almeno ci devono e possono essere dei compromessi accettabili da applicare. Stati Uniti e Regno Unito (e non solo loro) utilizzano spesso una rigorosa prassi machiavellica (*).  L'Italia invece offre il megafono alla canea, e i suoi "liberali" applicano la dottrina liberale (una contraddizione in termini) quasi come gli integralisti cattocomunisti. In sintesi: con Gheddafi si deve fare la voce grossa alla Reagan sui diritti umani e quando Tripoli innesca e supporta il terrorismo. Viceversa -per quanto riguarda il business- deve valere la regola del "pecunia non olet", tanto più se si sa già con chi si ha da fare, e quindi si lavora con le pinze, il mitra e il bisturi già pronti. Infatti fare affari con un nemico della democrazia può servire per inchiodare il despota coi chiodi del business. Cinico modus operandi forse, ma concreto. Comunque la si pensi si deve praticare un liberalismo privo di dottrina, pragmatico, aperto, meno codista della new wave cattocomunista.
Andrea Gilli (analista realista col quale spesso sono in disaccordo) ha ragione quando scrive a questo proposito su Epistemes. --> link

(*) Vedi ad esempio prima della Seconda Guerra mondiale: Usa e Regno Unito applicarono l'elasticità con hitler, giungendo a firmare un accordo volatile come quello di Monaco. Gli eurodottrinali invece l'accordo o lo firmarono per davvero (Molotov-von Ribbentrop), oppure furono ostili (il fascismo all'inizio fu avverso al nazismo). Superato il livello di guardia però si capirono subito chi erano gli idioti (gli italiani), chi era pragmatico (gli inglesi), e chi i cinicodiabolici (i comunisti). Churchill dichiarò guerra al nazismo, mentre Stalin rimase fedele al Patto (finché non fu attaccato da Hitler). Gli italiani invece furono così tanto "elastici" (=stolidi) che finirono per allearsi con la Germania. A noi non ci ha rovinato il papismo, ma l'applicare il papismo a ogni campo della vita, al di fuori della religione.

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04 Set 2010
alle 19:16

Erica

Condivisibile a parte il fatto che non è la Gb nel suo insieme ma la Scozia -indipendente per Parlamento, Giustizia e Istruzione- che lo ha liberato e non è proprio certo che sia per via della BP. Il governo centrale di Westminster non avrebbe mai accettato di liberare il bombarolo, neppure quello stolido di Gordon B... E in Inghilterra, Cameron in testa quando fu liberato tutti urlavano ma nn potevano farci nulla perché lui era in prigione in Scozia e il giudice che ha deliberato era lì. Ora pare che non stesse per nulla così male e il medico che l'avewva in cura dice di non esser mai stato consultato in merito.Men che meno ha detto che stesse per morire...  Saluti

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