Cultura e Politica
Bella e suggestiva carta geopolitica proposta da Limes riguardo l'Afganistan. L'analisi di Alfonso Desiderio tuttavia manca di una componente importante, come ho scritto in un commento alla videocarta. ---> LINK
Giusta l'idea della concorrenza tra India e Pakistan, ma il vero nodo riguarda la Cina e l'Iran. Il porto di Gwadar in Pakistan per i cinesi era un capolavoro di logistica per avere accesso "diretto" all'Oceano indiano e alle fonti energetiche del M.O. Ma il Pakistan è peggiore dell'Afganistan, e Gwadar è in territorio baluci, quindi si tratta si pagare un dazio altissimo alla jihad.
E' vero che Pechino teme la rivolta uigura nello Xinjiang, che è cugina di quella pashtun in Afganistan. Tuttavia un link con l'Iran (e i talebani) potrebbe essere una eccellente maniera per disinnescare la rivolta nelle sue province a maggioranza turco-musulmana, oltre che per creare un asse privilegiato (e geopoliticamente vincente) con Teheran.
Un corridoio diretto tra il gas e petrolio iraniani e la Cina attraverso un Afganistan normalizzato sarebbe un fantastico atout per Pechino, e darebbe un colpo pesantissimo agli interessi degli occidentali, dei russi, degli indiani. Da ciò si capisce la presenza militare di mezzo mondo a Kabul, e il fatto che si tratta, come scrivo da anni, di una guerra che non può essere né vinta né persa, dal momento che è una guerra per il mantenimento dello status quo. Sarebbe interessante capire la natura dei rapporti tra i servizi cinesi e la jihad afgana -pashtun e non solo.