Cultura e Politica
Ieri la sinistra ha commesso un altro errore fondamentale, di cui ho parlato nel post Far finta di essere Bersani (qui sotto). L'errore è riproporre L'Unione alias l'Ulivo alias il Fronte Popolare di Nenni e Togliatti, a soli due anni dal naufragio del governo Prodi. Anche Bersani quindi è ricaduto nel massimalismo, dopo aver esordito con l'idea di un programma di alternativa, moderato e lineare a parole.
Bisognerebbe approfondire il discorso sul perché la sinistra continui a cadere nell'errore della Minoranza Rumorosa. Forse ciò avviene perché -oltre al link con una parte della Magistratura e dello show business- la sinistra ha un link col partito dei Media Unificati, e questi vivono di sensazionalismo, di scandali, di giustizialismo senza giustizia, di slogan, di nemici e demonizzazioni (parliamo dei media tradizionali, non di web)
Ma l'errore fondamentale commesso ieri da Bersani & Co. è rivelato da una piazza "limitata" a 100.000 persone (facendo una tara tra quanto dichiarato dagli organizzatori e dalla Questura). A Bologna il "popolo viola" ha invece radunato "ben" 2500 persone... La manifestazione di Roma è fallita, se voleva dare l'immagine di un popolo lanciato a bomba contro l'ingiustizia (citando la Locomotiva del noto cantautore). Non c'era il popolo, e scusate se è poco. Ma perché non c'era un popolo?
Ho visto le fotogallery della manifestazione: indagando tra i volti dei manifestanti si poteva notare che si trattava di gente di una certa età, appartenuta al '900 più che al XXI secolo. Soprattutto, non emergeva il ceto legato all'articolo primo della Costituzione: non solo non c'erano proletari, ma non c'erano nemmeno dei lavoratori. Ho visto per lo più i volti di pensionati, con qualche insegnante, alcuni attori, giornalisti alla Santoro, redazioni uscite fresche dai salotti dei Flores d'Arcais, del Manifesto, de Il Fatto. C'era ovviamente la gioventù di Rifondazione, ma il colore generale era un grigiorosso.
Si notava la presenza della borghesia progressista del vicino quartiere Prati, cresciuta -invece che nella la guerra quotidiana del commercio e della ricerca del posto di lavoro- sotto l'ombra garantita dei ministeri e della Rai.
Piazza del Popolo era piena di quelli che negli anni '70 si chiamavano "garantiti". I "precari" non c'erano. Alcuni forse erano sfiduciati, altri (quelli del nord dove ci sono le fabbriche) sono passati alla Lega. I lavoratori più precari di tutti poi sono quelli delle Coop, sottopagati e sfruttati. Ma loro devono ubbidir tacendo.
Fossi in Bersani mi preoccuperei. (Tra l'altro a piazza del Popolo si è sancita l'impossibilità del dialogo tra Casini e Bersani, con Di Pietro di mezzo, e questo è un altro suicidio).
Il PD non ha nemmeno nel ceto medio "produttivo" il suo elettorato di riferimento. Il PD non ha una componente sociale precisa, tranne appunto quella degli stipendiati garantiti (statali o comunali) e dei pensionati. Eppure il partito ha sociologi e politologi in grado di leggere la storia e la società, a patto che non si crogiolino nel far finta di essere Bersani...
In Cina ogni anno ci sono ben 6 milioni di laureati, in gran parte in ingegneria e informatica. Quasi nessuno di loro dichiara di volersi cercare un "impiego statale" o un "impiego privato". Quasi tutti vogliono aprire una loro attività. Volenti o nolenti, destra, centro o sinistra, si va verso quel modello di società. Bisognerebbe pertanto aprire gli occhi, proporsi un diverso modello di sviluppo, considerare ciò che si ha davanti e non ciò che si ha dietro.
La destra in questa fase ha problemi diversi ma non meno gravi: ha capito le tendenze del mercato e della società, ma fatica a governare il cambiamento, perché non ha il controllo reale del territorio (lo si ha nelle regioni, e non a Roma!), per limiti teorici e di quadri politici. Col risultato che la Minoranza Rumorosa gestisce la comunicazione, e può tranquillamente scomunicare gli editoriali di Minzolini, facendo dimenticare al suo "popolo" gli editoriali di Curzi.
L'Italia è malata, e anche Bersani & Co. non possono continuare a far finta di essere sani.
Scusa ma indipendentemente dal resto del discorso la frase "siamo l'unico paese al mondo -con Cuba, Cina e Corea del Nord- ad avere un'opposizione egemonizzata da un ex partito comunista" mi sembra una assurdità, prima di tutto perchè in Cina, Cuba e Corea non sono ci sono ex comunisti all'opposizione ma comunisti al governo, secondo perchè dimenticarsi dell'Ex comunista Putin è abbastanza strano, poi perchè di ex comunisti ce ne sono abbondanti anche al governo in Italia e alcuni come Bossi, Bondi, Maroni e Tremonti mi sembra non abbiano dismesso del tutto i metodi e le idee stataliste.....
alle 00:20
paolodellasala
Effettivamente la frase va precisata meglio. Diciamo che in Italia, come negli altri Paesi citati, c'è un forte partito ex comunista, che è stato all'opposizione e/o al governo (con D'Alema, con Prodi etc.). Putin è in effetti un ex comunista anche lui, anche se lo vedo rivestito da nazionalista puro: a lui non interessa una Restaurazione comunista, interessa mantenere un potere feudale di cui lui è il Re Sole. Ripeto comunque che non vedo grandi differenze tra Putin come nazionalista (pseudo)Solzheniciano e il Putin kgbista. Mussolini socialista massimalista docet...