Gen 1011
Petraeus: USA e Israele pronti a bombardare Iran
Pubblicato da Paolo della Sala alle 18:43 in Esteri
Anche se questo tipo di dichiarazioni sono una prassi normale per contenziosi del calibro dii quello della comunità internazionale con l'Iran, tuttavia Petraeus è molto icastico e netto, e inoltre si deve pensare che persino la Germania "filoiraniana" in queste ore è stata molto dura col regime di Ahmadinejad...
Non ha dubbi, il generale David Petraeus, capo dell'esercito americano nello scacchiere medio-orientale: gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare l'Iran, eventualmente anche insieme ad Israele, ove il governo di Teheran non accettasse di bloccare la costruzioni di centrali nucleari. L'ha detto il generale statunitense in una intervista alla CNN. Poi, alla fine, dato che si era reso conto di avere fatto una gaffe, ha fatto una parziale marcia indietro, dicendo che ci vorranno anni prima che gli USA intraprendano un'azione militare contro l'Iran. Tuttavia, dato che i soldati statunitensi occupano ben due lati del confine iraniano (l'Iran confina sia con l'Iraq che con l'Afghanistan), appare difficile che un attacco venga fatto senza questo enorme vantaggio tattico.
La risposta del Presidente iraniano Muhamud Ahmadinejad non si è fatta attendere: "Hanno emesso diverse risoluzioni e sanzionato l'Iran. Pensano anche di mettere gli iraniani in ginocchio, ma si sbagliano". (Julie News)
Non ha dubbi, il generale David Petraeus, capo dell'esercito americano nello scacchiere medio-orientale: gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare l'Iran, eventualmente anche insieme ad Israele, ove il governo di Teheran non accettasse di bloccare la costruzioni di centrali nucleari. L'ha detto il generale statunitense in una intervista alla CNN. Poi, alla fine, dato che si era reso conto di avere fatto una gaffe, ha fatto una parziale marcia indietro, dicendo che ci vorranno anni prima che gli USA intraprendano un'azione militare contro l'Iran. Tuttavia, dato che i soldati statunitensi occupano ben due lati del confine iraniano (l'Iran confina sia con l'Iraq che con l'Afghanistan), appare difficile che un attacco venga fatto senza questo enorme vantaggio tattico.
La risposta del Presidente iraniano Muhamud Ahmadinejad non si è fatta attendere: "Hanno emesso diverse risoluzioni e sanzionato l'Iran. Pensano anche di mettere gli iraniani in ginocchio, ma si sbagliano". (Julie News)






1. donato, Lunedì 11 Gennaio 2010 ore 23:40
IMHO l'operazione può riuscire a patto che non si ponga obiettivi eccessivamente ambiziosi,cioè il programma nucleare può essere fermato senza arrivare ad un confronto a tutto campo.Dopotutto ne l'attacco ad Osirak nè quello all'impianto siriano hanno comportato uno scontro generale.
2. paolodilautreamont, Lunedì 11 Gennaio 2010 ore 23:46
La mia idea è che il piano sia appunto quello, magari con in più la speranza che ciò sia l'innesco per una rivolta interna generalizzata.
3. Giuseppe, Martedì 12 Gennaio 2010 ore 20:00
Non credo all'eventualità di un bombardamento. Troppe critiche da parte dell' ente inutile (per la civiltà) chiamato ONU e troppi giornalisti politicizzati pronti ad accusare il governo USA di razzismo per aver frustrato le ambizioni nuclear-genocide degli ayatollah.
Mi sembra più probabile l'ntensificazione della campagna di sabotaggi da parte del Mossad (con fondi CIA). In fondo l' Iran è alla fame. Oramai è difficile anche acquistare i pomodori (ingrediente principe della cucina persiana). Non sarà difficile comprarsi la lealtà di migliaia di informatori e fiancheggiatori.
4. paolodilautreamont, Mercoledì 13 Gennaio 2010 ore 14:09
I sabotaggi e l'appoggio all'onda verde e alle manifestazioni sono la linea scelta da Obama finora. Temo che però la possibilità di una spallata al regime per via interna finora non ci sia all'orizzonte, e allora altre ipotesi diventano allora possibili.
5. Luigi, Martedì 9 Febbraio 2010 ore 17:43
L' aviazione USA bombarderà L'Iran proprio nei siti dove stanno arrichendo l'uranio entro il mese di Febbraio 2010.
6. Paolo della sala, Mercoledì 10 Febbraio 2010 ore 14:40
Probabile che ciò sia vero. Servirebbe, però anche una spallata al regime: credo che -come dice Giuseppe- la fame abbia aperto gli occhi agli iraniani anche più della repressione...