Cultura e Politica
E' una vittoria più che prevista, dato che Marco Mengoni era veramente una star della musica fin dalla prima puntata.
Il soul man Giuliano ha avuto il "difetto" di avere una bellissima voce soul e da rithm & blues, ma questo è stato un limite, perché i discografici cercano un genere più pop, e perché questo genere non piace a tutti come a me.
Le Yavanna non hanno fatto emergere un'identità precisa: la loro performance insieme con Max Pezzali era surreale, con loro agghindate in maniera barocca e lui che è un puro rocchettaro anni '80 e '90, ma forse tra rock e barocco la distanza non è poi così siderale...
Le considerazioni finali sono due: la prima riguarda Marco. Ha una voce eccezionale ed è un performer straordinario, unico. Il problema è che, di fronte a questa potenzialità, lui non è un cantautore. Per giunta in questo momento non si vedono autori in grado di prestargli musiche adeguate alle sue capacità, come accadeva per esempio a un Gianni Morandi. E' una dramma che riguarda tutto il pop europeo continentale (in Germania e nell'Est qualcosa si muove), mentre nel Regno Unito e nelle due Americhe si sforna musica a più non posso, dal 50 cent visto stasera (senza molta brillantezza) alla eccellente Winehouse o Norah Jones. Sarebbe un delitto sprecare una giovane star come Marco, un po' come è avvenuto in questi anni a molte eccellenti e bellissime attrici, naufragate perché mancavano i Fellini o gli Antonioni o i Dino Risi in grado di valorizzarle.
Da ciò discende la seconda osservazione: questa sera abbiamo visto grandi ospiti: Dalla, Clerici, Alex Britti, Pezzali, la Cuccarini... A parte Lucio Dalla, che è talmente grande da non avere età, negli altri si è notata una cosa: erano tutti dei "vecchietti". Non ci sono cantanti giovani in Italia, gli unici si vedono a X Factor (a parte Sanremo, che è più istituzionale). Qui sta la grandezza di questa trasmissione, che non può perdere la presenza di Morgan, una delle poche intelligenze visibili del pop italiano, nel senso che non è né una cariatide come i discografici, né un cantante in senso stretto, ma fa piuttosto azione da divulgatore, ed è un ottimo uomo-spettacolo. Certo manca un ricambio vero, nella musica italiana, ho il sospetto che la colpa sia del sistema produttivo musicale.
QUI la pagina di YouTube con i video delle performances di Marco a X Factor. Buon ascolto, e buona noia musicale, perché a parte il revival di Carlo Conti (appunto, un revival) il convento non passa nulla. Non siamo più creativi come un tempo, forse MP3 e Ipod hanno tolto chitarre e tastiere dalle mani di troppi ragazzi, forse l'insegnamento della musica nelle scuole medie è una bufala?