Cultura e Politica
Vodkaster è un portale internet con un catalogo di 300 film, in alta definizione e con i sottotitoli. Si tratta di una YouTube francese per cinefili, uno strumento utile allo studio dell'immagine, nelle scuole e in altri contesti, visto che viviamo in una civiltà dell'immagine. Dal catalogo ogni utente può liberamente estrarre situazioni, ambienti, gag, momenti di climax. I video ottenuti diventano disponibili per altri utenti, creando così una banca dati che può farci avvicinare a un'arte basata su un supporto poco manipolabile. Dalla terra dove sono nati i fratelli Lumière arriva quindi la possibilità di poter navigare nella cinematografia, ormai troppo grande per essere ricordata e manipolata, con i mezzi precedenti al web 2.0. Con Vodkaster si possono creare infinite playlist (o chiavi di ricerca) che potranno riguardare 100 maniere per sedurre, oppure 20 maniere diverse di rapinare una banca, oppure tutte le immagini di Amsterdam o Venezia. Vodkaster permette essenzialmente tre funzioni: Visionare, Estrarre, Condividere. Per facilitare ogni operazione si può scorrere ogni film del catalogo su una time line.
LINK a un estratto da Hollywood party.
Tutto ciò gratuitamente, grazie alla disponibilità della Case di produzione, e con un archivio in crescita. La playlist dei frammenti "Viaggi nel tempo" comprende video estratti da "Kate & Leopold" (2002), dal Pianeta delle scimmie (1968) etc. La playlist "Sotto la pioggia" comprende il video intitolato "Baciare sotto la pioggia", estratto da Match Point di Woody Allen (2005), oppure il famosissimo "I've seen things" tratto da Blade Runner (1982), per non parlare di "Sciabolate sotto la pioggia" dalla pellicola Zatoichi di Kitano (2003).
La cinefilia dei francesi è pari solo alla loro invidia per Hollywood (e per Cinecittà, negli anni ‘50). Paul Virilio, che con Jean Baudrillard ha creato la scuola parigina dell'immagine -dopo la stagione dei Cahier du cinema- ricorda una frase di Paolo di Tarso: "Ciò che si vede proviene da ciò che non si vede". In un'epoca in cui tutto è superficie, il film è diventato il tramite tra materia e anima, un linguaggio visivo paradossalmente invisibile, che può soltanto riapparire su uno schermo. Sul web valgono regole simili: YouTube permette di mettere in scena se stessi ("Broadcast yourself"). Vodkaster, che permette di utilizzare anche i filmati di YouTube, non sfrutta la potenza egotica e cronachistica di YouTube, ma si occupa di rendere possibile il viaggio -andata e ritorno- dalla vita quotidiana alla sua rappresentazione cinematografica. "Le arti hanno bisogno di testimoni", scriveva Marmontel nei suoi Racconti morali. Oggi, la riproducibilità di un'opera è molto superiore rispetto al tempo di Gutemberg, inventore della "artiglieria del pensiero". Anche il regista Marcel l'Herbier definiva la sua cinepresa una "rotativa per immagini"... Ma oggi la rotativa tende a sfuggirci, senza bussole e senza nuovi testimoni appassionati.
Secondo Cyril Barthet, manager di Vodkaster, la diffusione di frammenti di film non "cannibalizzerà" il mercato, ma anzi contribuirà ad aumentare l'amore per il cinema.
Finora il web ha vissuto quasi esclusivamente di successi americani (Google, YouTube, Facebook). La scommessa francese di Vodkaster è nata grazie a partner di primo livello: il Centre National du cinema, France Telecom; Oséo (Agenzia per lo sviluppo e l'innovazione) e il Ministero dell'Economia francese. Purtroppo nel cinema 2.0 e nel web la creatività italiana è sempre ferma, in attesa del suo Godot.