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Dic 09 8

Tettamanzi, cardinale e autore di "Etica e capitale"

Pubblicato da Paolo della Sala alle 00:38 in Cronaca, religione


Oggi i giornali hanno messo il megafono a una polemica tra la Lega e il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi.
Non voglio entrare nel merito della polemica, perché sull'emigrazione rivendico di avere l'unica idea possibile da anni: che cioé il problema va risolto industrializzando i paesi islamici e africani, inclusa la loro agricoltura. Viceversa continuerà questa lunga agonia di schiavi e padroni decadenti, con la civiltà  mediterranea destinata ad annichilirsi (sia a nord come a sud).
Fini e Fare Futuro sbagliano, e anche la Lega sbaglia nell'agitare i toni per rafforzare i voti, ma anche il PD e i giornali mainstream utilizzano il tutto nel tentativo di sottrarre voti alla Lega, per mezzo della demonizzazione e cercando di contrapporla alla Chiesa. Cristo in tutto ciò è preso in mezzo, come una bandiera, come un mezzo, e non come un fine.

Tornando al cardinale Tettamanzi, non è una novità il suo essere della parte sinistra della chiesa cattolica.
C'è una conferma non polemica e di cronaca nel titolo del suo ultimo libro. Il titolo dell'ultimo saggio del cardinale è Etica e Capitale. Alcuni giorni fa il filosofo (?) Remo Bodei a Ballarò ha parlato della "necessità di disinfettare la ricchezza". Parole degne di Stalin, non di un docente. Tettamanzi invece parla di "Etica" e di "Capitale", intendendo che la prima deve "guidare" il secondo, come sostiene Prodi o il cattocomunismo dossettiano. Ma sono due categorie sparite, la prima perché i laici non esistono più, essendo sostituiti dai laicisti che sono robespierriani e quindi al di là dell'Etica e del Male, la seconda perché il "Capitale" non esiste più,  e non perché noi si viva in un'epoca di rose e fiori, ma perché i meccanismi sociali di produzione sono cambiati, come prevedeva lo stesso Marx, del resto.
Per giunta etica e "capitale" sono due categorie che hanno poco o nulla di  cristiano. L'etica è una ratio tipicamente greco-romana, mentre "l'etica" cristiana  si pone su un piano anche materiale, ma certo non materialistico... "Per carità ognuno, anche un cardinale, può trattare gli argomenti che preferisce, però lsuona strano vedere la parola Cristo sparire dalla bocca dei prelati. Non solo sparisce nel titolo, ma anche nel commento/presentazione del saggio. Forse la parola "Cristo" ricompare all'interno del testo, ma certo Tettamanzi si muove in un ambito per cui è lecito dire che il cristianesimo trova i suoi migliori estranei proprio tra i cristiani. Pertanto direi che in questa polemica sbagliano tutti, non soltanto la Lega.
LINK a Ibs Libri.
LINK alla notizia della polemica Lega-Tettamanzi.

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Commenti

1. Nessie, Martedì 8 Dicembre 2009 ore 14:30

Sono quasi sempre d'accordo con quello che scrivi, per questo leggo, ma non sempre intervengo. E' raro di questi tempi trovare persone con indipendennza di giudizio, e tu evidentemente, appartieni a questo novero. Visto che vivo nei territori della Lega e ne conosco gli umori fin dal suo nascere, quelli del Carroccio, hanno ottime ragioni, sparate a raffica, però, nel momento sbagliato. E non c'è nulla di peggio che sprecare a vanvera utili munizioni. Che Tettamanzi sia erede di quel dossettismo che ha fatto (e fa) non pochi danni, è accertato. Che si preoccupa di più dei nuovi poveri (rom, extracomunitari ecc.) che di quelli invisibili e dignitosi, ma vecchi per autoctonia, è un altro fatto. Che si sia fatto pure fotografare con l'imam di Gallarate (un fior di terrorista e delinquente poi rimpatriato da Pisanu, nel corso del secondo governo Berlusconi) solo per amore del "dialogo interreligioso", è un altro incidente non casuale del suo percorso.

Detto ciò sparare a palle incatenate nel giorno di S.Ambrogio, giorno caro ai milanesi, solo  per avere più visibilità mediatica, non è stata una buona idea, da parte dei leghisti. Certe battaglie culturali si fanno con costanza tutto l'anno, anche quando la scena  non è illuminata. E proprio per questo. In caso contrario, si fornisconi degli assist formidabili ai casini e ai fini e finioti (minuscolo voluto). 

2. paolodilautreamont, Martedì 8 Dicembre 2009 ore 14:47

Grazie per il gradito commento. In effetti nei Vangeli il giudizio sulla "ricchezza", che forse si potrebbe tradurre meglio con la parola |potere| è severo, ma la prospettiva che si pone non è né la povertà né la guerra alla ricchezza. Piuttosto si ricerca la "povertà di spirito", che è la negazione della "scaltrezza", della furberia, dell'ideologia, dell'arrivismo sulle sole cose materialistiche etc ... Nei Vangelo, poi, si chiarisce perfettamente e fin da subito che non è possibile tirare Cristo per la giacchetta, per adattarlo ai propri "fini" personali. In questo sbagliano anche molti chierici, che invece di Cristo predicano idee umane, troppo umane.

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