Cultura e Politica
Leggi ad personam? E quella che depenalizzò i finanziamenti del Pci da parte del KGB? E le tangenti Enimont sulla soglia di Botteghe Oscure? In cavalleria. Devo dire che sono stanco di fare il "difensore di Berlusconi", cosa che non sono.
Il meccanismo dell'Attacco Indiretto al governo è antico: i giornali e i politici alzano il simbolo del nemico, con eleganza, senza parlare di violenza, ma ponendosi in una zona neutrale, come se la Puglia non fosse una regione rossa con indizi di tangenti pesanti, ma solo la regione della D'Addario.
Dopo di che si scatena il putiferio, perché i ragazzi non sanno che chi lancia la pietra della parola, non gliene frega niente, se non della pagnotta. I ragazzi invece credono nella "giustizia" ma non immaginano che si ha giustizia solo quando tutte le colpe e tutte le responsabilità sono chiare e manifeste, e quando circolano tutte le opinioni al riguardo. I giovani a quel punto si incazzano, peggio della polizia della famosa serie di B-movies, e tutto ricomincia: scontri, polizia, carcere, repressione, auto distrutte, violenze, "la colpa è dei padroni", il filosofo Bodei che da Floris dice che "la ricchezza è cosa da disinfettare".
Finché La Repubblica & Co. non smetterà di accendere il fuoco non potrà poi sorprendersi degli incendi successivi. Ma gli italiani sanno davvero chi ha acceso il fuoco? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre, da amanti della "libertà di informazione".
Esiste un caso molto simile a quello che ha mandato in ospedale il Presidente del Consiglio italiano, compiuto da uno psicolabile di famiglia PD (costui avrà sentito discorsi di un certo tipo? Avrà sentito solo un certo tipo di Tg? Sennò perché prendersela con Berlusconi come in un Taxi Driver, e non con il primo che passa?).
Chiudo ricordando che la sicurezza con Berlusconi sta fallendo da molto tempo. Ho seguito per lavoro delle conferenze del premier e di diversi ministri, intervistandone alcuni. Ogni volta ho avuto l'impressione che non ci fosse nessun tipo di controllo. Ma anche che le scene su Piazza Fontana non si possono più permettere. Si faccia una commemorazione al chiuso e si rispettino i morti.
Ecco un attentato simile a quello subito da Berlusconi. E' quello che colpì Ronald Reagan nel 1981. In quel caso fu usata un'arma da fuoco.
Da Il Sole 24Ore :
A 70 giorni dall'insediamento, il 30 marzo 1981, con il sangue che esce dal petto bucato, Reagan compie il suo primo miracolo: sopravvive a un proiettile a due centimetri dal cuore, come sopravviverà ai tumori, agli scandali, ai democratici, ai giornalisti e, fino al 6 giugno 2004, al tempo. L'attentato è "un classico": all'uscita da un hotel di Washington un uomo si avvicina al presidente e spara sei colpi di rivoltella, conficcandogli un proiettile in un polmone e ferendo gravemente l'addetto stampa Jim Brady. L'attentatore è John Hinckley, uno psicopatico che vuole attirare l'attenzione del suo idolo, l'attrice Jodie Foster. Reagan, ricoverato al George Washington Hospital, viene operato, si salva e guarisce rapidamente. Resterà famosa la battuta ai chirurghi che stanno per operarlo: «Vi prego, ditemi che siete repubblicani!».
Che la vigilanza intorno al Presidente del Consiglio sia "all'italiana" l'ho già capito da alcun anni e spiego perchè:
Si dà il caso che al piano terra dell'abitazione privata di Berlusconi, in via del Plebiscito, ci sia l'agenzia di assicurazioni
Vittoria, alla quale mi reco due, tre volte all'anno, per normali
motivi di rinnovo o altro. Ebbene mai, dico mai, ci sia qualcuno
che mi identifichi o controlli dove diavolo vada.
Si tratta di un androne, con cortile dietro, scalone e ballatoio d'accesso ai piani superiori. Fuori c'è una camionetta con alcuni
carabinieri, nell'androne e sulle scale nessuno.
Ricordo, molti anni fa, per analoga situazione in corso Vittorio
sotto casa di Andreotti, chi entrava veniva identificato ed annotato su apposito registro.
Fperson, il problema non sono i giudici, quando costoro lavorano contro la criminalità.
Giusto l'approccio sul "porcata non lava porcata". Ci piacerebbe però che si parlasse anche delle porcate fatte dai giustizieri della notte di sinistra. Sarebbe un ottimo modo per finalmente smettere di fare come i tifosi al bar, e parlare e pensare a cose serie.
In Italia esistono 4 organizzazioni criminali tra le più potenti del mondo. Il livello di corruzione è superiore ad ogni altro paese europeo. Ma il problema sono i giudici che condannano quei crimini e la stampa che li denuncia. Nessuna censura per i giudici che vendono sentenze e per i giornalisti che fanno da palo. Complimenti!
Un'ultima considerazione: se i comunisti si sono fatte delle leggi ad personam è cosa buona e giusta criticarli. Non è una ragione per giustificare le leggi ad personam di Berlusconi. Porcata non lava porcata.
Un pezzo molto attento e ben documentato. Ho l'impressione anch'io che la sicurezza intorno al Premier, in questa come in altre occasioni, stia fallendo. E che le dichiarazioni di Maroni sul "tutto va bene madama la Marchesa" siano solo una stanca e vuota proforma. Gli agenti addetti alla sicurezza, devono innanzitutto guardare agli occhi degli attentatori, perché in caso di arma da fuoco, è il primo piano sullo sguardo a rivelare le intenzioni malefiche. Come si vede fare al cinema sui particolari dei primi piani. Da cosa capiamo se un presunto amico sta per tradire e colpire? Dallo sguardo "rivelatore".
Nel caso specifico di Tartaglia poi, c'è stato nel filmato, il ripetuto suo gesto di allungare il braccio e ritirarlo per un paio di volte. In mano, si vedeva benissimo l'oggetto racchiuso: la fatidica statuetta del Duomo. Dov'era la scorta? E cosa vedeva in quel momento? Dormiva. O se non dormiva non c'era proprio. E' questa la verità.
E' vero che esiste un problema di derubricazione dei reati contro "il governo". Ricordo che Repubblica per una ventina di anni ha diffuso il credo che Andreotti era un mafioso tout court. La campagna, fallì ma Andreotti poi fu processato per una decina di anni come mafioso. Naturalmente, al di là delle assoluzioni, rimase l'accusa lanciata a mezzo stampa. Manca in Italia il concetto di responsabilità personale per i giudici e per la stampa.
Giusta analisi. In realtà contro chi appicca gli incendi dovrebbe esserci la magistratura ordinaria, che cieca da un occhio ha derubricato la diffamazione, l'apologia di reato e l'istigazione a delinquere a "libertà di stampa". Ma basterebbe applicare gli articoli del codice penale su questi reati. Sono solo delinquenti comuni.
alle 19:43
paolodilautreamont
Ottima osservazione Angelo, da segnalare anche a Saura, che segue questo aspetto della sicurezza dei rappresentanti del governo: http://sauraplesio.blogspot.com/