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Honduras, accordo Micheletti-Zelaya

Venerdì 30 Ottobre 2009, 11:03 in Esteri di

Tanto rumore per nulla, in Honduras.
Sarebbe stato firmato un accordo tra i due presidenti "illegali": il "golpista" Micheletti, che ha destituito il premier eletto, il filo-venezuelano Zelaya, dopo che quest'ultimo aveva -golpevolmente- cercato di farsi rieleggere a vita, per mezzo di un colpo di mano bloccato dalla Corte Suprema honduregna e dall'esercito, che poi hanno "sponsorizzato" Micheletti. Successivamente la OSA (organizzazione Stati Americani) tramite Lula e gli USA avevano imposto sanzioni e il reintegro di Zelaya nelle sue funzioni. Zelaya, dopo essere stato espulso dall'Honduras, era rientrato di nascosto nell'ambasciata brasiliana.

L'accordo dovrebbe garantire la fine dell'embargo economico.
Tuttavia Zelaya non ha ancora firmato quello che la Clinton chiama uno "storico accordo". Inoltre il Parlamento honduregno dovrà approvare il patto, e la ratifica non sarà semplice, perché il Parlamento è del tutto avverso a Zelaya.
Dietro il grande interesse di Chavez e degli altri Paesi americani per questa nazione ci sono due grandi ricchezze, una legale, il petrolio, e l'altra illegale, il traffico di cocaina verso gli USA, che sarebbe gestito da trafficanti legati al chavismo ( secondo alcuni il narcotraffico è stato "favorito" dal gruppo di potere di Zelaya).

Micheletti ha dichiarato che "la possibile restituzione di Zelaya alla presidenza... dovrà passare al vaglio del Congresso e della Corte Suprema di giusticia". La destituzione di Zelaya risale al 28 di giugno.

Questi i punti dell'accordo tra Micheletti e Zelaya:

1.- Creazione di un governo di riconciliazione nazionale;
2.- Amnistia per i prigionieri politici;
3.- Elezioni presidenziali per il prossimo 29 novembre;
4- Trasferimento dell'autorità sopra le Forze armate dal governo al Tribunale supremo elettorale;
5.- Creazione di una commissione di verifica per controllare la giusta esecuzione degli accordi;
6.- Commissione d'inchiesta sui fatti legati alla destituzione di Zelaya;
7.- Richiesta di sospensione delle sanzioni contro l'Honduras, e richiesta dell'invio di osservatori internazionali;
8.- Ratifica degli accordi da parte del Congresso nazionale e della Corte di Giustizia, per la restituzione del governo a Zelaya.

 Micheletti ha invitato Zelaya a siglare a sua volta i punti da lui sottoscritti. Ma la partita non è finita.

UPDATE: Confermato l'accordo, che sarebbe stato siglato anche dalla delegazione di Zelaya.
Micheletti denuncerà le ingerenze del Brasile presso la Corte internazionale dell'Aja.

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2 commenti
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01 Nov 2009
alle 12:25

Zamax

Chissà perché il Gran Sacerdote del Culto della Costituzione Italiana, il dottore in democrazia Zagrebelski, e assieme al Sommo tutto l'esercito dei cultori della legalità della nostra penisola, non hanno fatto sentire la loro voce forte e chiara in appoggio alla Corte Suprema dell'Honduras quando ha stoppato il tentativo anticostituzionale del caudillo democratico Zelaya di farsi rieleggere appellandosi al popolo con un referendum illegale! Roba che neanche l'orrido Berlusconi in his wildest ma proprio wildest dreams...

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30 Ott 2009
alle 22:20

Paolo Pagliaro

A questo punto, speriamo che finisca pacificamente e democraticamente a novembre. Tutti salveranno la faccia, ma la cosa importante, per il bene dell'Honduras, è che si possano avere elezioni libere e riconosciute internazionalmente.

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