In basso in Pdf il mio commento all'attentato di Kabul costato la vita a sei nostri militari, sul Secolo XIX di oggi. Non c'è
exit strategy in Afganistan, e non c'è nemmeno la
success strategy di cui parla Obama. Kabul e Islamabad collegano i paesi ricchi di petrolio e l'Iran a India e Cina, bypassano la via alternativa che va dal Caspio alle repubbliche ex sovietiche come il Turkmenistan. Ci sono infiniti nodi interni e internazionali. Ad esempio, per vincere servirebbe coinvolgere direttamente la Cina, ma ciò alla fine significherebbe assegnare l'AfPak a Pechino, il che sarebbe un disastro per le pompe di benzina e per il commercio in Europa e America. Di norma, in questi casi, l'unica soluzione è mantenere uno
stato di guerra permanente, così che non vinca nessuno, il che in effetti è ciò che sta puntualmente avvenendo da secoli. Del resto anche la situazione interna spinge verso di ciò... Qui il Pdf del mio articolo, che individua un'altra strada nel ritorno sapienziale all'umanità prima di Nietzsche:
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