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Ago 0924

Tamiflu da piante indiane. Pregi del tea tree oil

Pubblicato da Paolo della Sala alle 16:04 in Cronaca


Asia News riporta che il Tamiflu potrebbe essere presto ricavato anche da una decina di piante che crescono nell'Himalaya indiano. Finora la produzione è limitata dal fatto che il principio da cui si ricava l'antinfluenzale si ricava soltanto dall'anice stellato cinese.
Ciò ci serve a ricordare che la gran parte delle medicine prodotte dalla "scienza" è in realtà ricavato dalle piante, pertanto omeopatia e fitoterapia non sono affatto una "stregoneria".
Ad esempio un altro ottimo antiinfluenzale è l'echinacea, e non si deve dimenticare la strabiliante azione del tea tree oil, ricavato dall'albero del tè (da non confondere col tè che si beve). Il tea tree oil è più potente di molti antibiotici (sperimentato di persona), ha incredibili proprietà antimicotiche e di cicatrizzante e molto probabilmente ha un'azione antivirale e antitumorale. Finora il principio attivo del medicinale era prelevato solo dall'anice stellato della Cina. Le piante in India hanno produzione più veloce e più abbondante e possono essere cresciute fuori dal loro ambiente naturale. L'uso commerciale potrebbe abbassare il prezzo del Tamiflu e aiutare a debellare con più velocità l'influenza suina.

Mumbai (AsiaNews) - Le foglie di alcune piante che crescono sui Monti occidentali dell'India (Western Gaths) contengono il principale agente del Tamiflu, il farmaco usato contro le influenze e contro quella suina in particolare. Data l'enorme richiesta di Tamiflu, in seguito all'epidemia di H1N1, alcuni scienziati indiani hanno cominciato degli esperimenti per la produzione industriale del principio anti-influenzale.

 

La scoperta risale ad alcuni mesi fa. Esaminando circa 120 specie di piante sui Monti occidentali, gli scienziati dell'Università di Scienze Agricole di Bangalore hanno trovato sette specie da cui si può estrarre una buona quantità di acido shikimico, l'ingrediente principale del Tamiflu. Il nome di quell'acido deriva dal nome giapponese shikimi, l'anice stellato da cui l'acido è stato estratto per la prima volta.

La scorsa settimana il gruppo di scienziati, in collaborazione con un'industria, hanno iniziato a a produrlo in maniera commerciale per vedere se la qualità e la quantità dell'acido shikimico che si ottiene dalle foglie di queste piante è economicamente competitivo con quello prodotto in Cina.

Attualmente il bisogno di questo acido è coperto dalla Cina che lo estrae dai frutti dell'anice stellato cinese. Ma questa pianta inpiega 6 anni per produrre i frutti, mentre il metodo indiano di produrre l'acido dalle foglie sembra più veloce. Il frutto della pianta dell'anice cinese contiene il 5% di acido. Gli scienziati indiani hanno ottenuto il 5,02% di acido dalle foglie di una pianta che si chiama Araucaria Excelsa e da altre sei specie di piante.

Il vantaggio della recente scoperta sorgente indiana è pure che le sette piante possono essere coltivate fuori dalla foresta. Quindi non c'è pericolo di estinzione delle specie, anche se usate in larga scala...

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