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Lug 09 6

Honduras: che cosa sta davvero succedendo?

Pubblicato da Paolo di Lautrèamont alle 00:56 in Esteri


Grande è il caos attorno all'Honduras. Che cosa sta succedendo veramente?

C'è un fatto di cui non si parla abbastanza:
1. Il presidente regolarmente letto Zelaya -prima del golpe militare- aveva effettuato un golpe bianco.
Naturalmente del golpe di Zelaya la stampa internazionale non parla mica. Peccato, sbaglia anche il mio vecchio amico Omero Ciai, inviato di Repubblica in America latina ... L'Occidentale (a destra) sballa ugualmente le analisi. Se non si spiega al mondo cos'è successo prima in Honduras, il mondo non capisce nulla. Una classica operazione di disinformazione alla sovietica o inconsapevole.
- Zelaya voleva farsi rieleggere, né più né meno. seguendo l'esempio semi-monarchico del suo mentore Hugo Chavez, diventato re (quasi) a vita, grazie a un referendum "popolare", grazie a una dittatura "popolare", all'appoggio di Cuba e altri soggetti internazionali (l'Iran, la Russia? La Cina?).
Pur di farsi rieleggere Zelaya ha concesso un aumento dei salari ai lavoratori, legandoli a sé ma mandando a catafascio le già sfasciate finanze dello Stato, ma certo elevare il popolo a uno stato migliore (ai danni del popolo, ma questo non si dice) è l'atto più redditizio per un populista che vuole diventare re-presidente.
- Il 24 di giugno Zelaya destituisce il Capo di Stato Maggiore dell'esercito honduregno, generale Romeo Vasquez, e "dimissiona" il suo ministro della Difesa, Edmundo Orellana, perché entrambi avevano rifiutato di distribuire il materiale necessario ad aggiungere alle elezioni politiche, che erano previste il 29 di novembre, un'altra urna elettorale per il referendum sull'estensione della presidenza di Zelaya (e di altri) per più mandati.
Non sono bruscolini...
Si noti che sempre a fine giugno Zelaya aveva intimato al diplomatico statunitense Hugo Llorens di non interferire nelle vicende interne dell'Honduras...:

"... A raíz de esto reveló que ha conversado con el diplomático norteamericano en ese país, Hugo Llorens, que se abstenga de interferir en los asuntos internos de Honduras, y dijo que espera que "no tenga nada que ver".

- Zelaya se la prese anche col Parlamento, colpevole diseguire la "oligarchia" e di non voler sentire il parere del popolo (con i despoti rosso-fascisti sappiamo come vanno le consultazioni popolari, dal 1933 a oggi).

- A quel punto Zelaya disse che la "domenica seguente" avrebbe fatto in modo che le elezioni riguardassero la promulgazione di una nuova costituzione, le elezioni di sindaci e deputati, il prolungamento dei mandati presidenziali. ... L'avesse fatto Berlusconi Silvio, premier italiano, a quest'ora si parlerebbe di golpe da parte di Berlusconi, anche se fosse stato D'Alema Massino con chissà chi altri a caricarlo su un volo di Stato -senza donzelle aggiunte- e spedirlo in esilio a Tripoli o ad Hammamet.
Non sarebbe così?

-Torniamo in quel di Tegucigalpa: a quel punto, non il figlio di un emigrato bergamasco -Micheletti- ma la Corte Suprema honduregna, con l'appoggio della Chiesa (leggere infra (*) le dichiarazioni dell'arcivescovo di Tegucigalpa, oggetto di minacce da parte dei supporter chavisti, N.B.)... La Corte Suprema dell'Honduras, dichiara di essersi riunita per votare la destituzione di Zelaya da parte dei militari, perché:

(AGI) - Tegucigalpa, 28 giu. - Dietro il golpe militare che ha deposto il presidente honduregno Manuel Zelaya c'e' la Corte Suprema di Tegucigalpa. Lo hanno reno noto gli stessi giudici spiegando di aver ordinato ai militari di agire perche' Zelaya aveva tentato di violare la legge facendo votare un referendum per autorizzare la sua rielezione. "E' stata un'azione in difesa della legge", la corte ha affermato in un comunicato letto alla radio di Stato.
"...È stato il Tribunale ad ordinare all'esercito di prendere quel mascalzone di Zelaya e portarlo fuori dal paese. Volete vedere le accuse? Ci sono diciotto capi d'imputazione contro il vostro eroe democratico"
, dice Micheletti.

Insomma sono stati i giudici così strombazzati a destra e manca da La Repubblica, da Franceschini, da Di Pietro, da De Magistris, dal Times etc. a far destituire Zelaya, che non era un santarellino, ma uno che "ci stava provando".

2. A questo punto entrano in gioco i militari, che -effettivamente- forzano la mano, reprimono e innescano una spirale cilena alla Pinochet. Non dimentichiamo però che dall'altra della barricata parte non ci sono soltanto donne, vecchi e bambini. Come in Iran o in Libano o Gaza, il populismo dispotico manda avanti vecchi e bambini a sfilare e subire -così da impietosire il mondo e trascinarlo da una parte "giusta" che in realtà non lo è affatto. La realtà è che in Honduras ci sono stati due golpe sovrapposti, con la logica conclusione: l'avvio di uno scontro civile, nel quale l'esercito ha più forza all'interno del paese, mentre il chavismo gode dell'appoggio internazionale, un dato singolare davvero, visto che Chavez sta sul gozzo di tutto il mondo, a parte i suoi alleati ovviamente.

Secondo me il grido "Al golpe!" ha tre sentinelle false.
La prima sentinella falsa sono i media mainstream, che non ci capiscono molto e sono eterodiretti.
La seconda sentinella falsa ha un direttore d'orchestra: Hugo Chavez e la sinistra latinoamericana, che in Honduras avevano puntato assai. (**)
La terza sentinella falsa è l'intelligence internazionale. Secondo Chavez: Obama.
Non sappiamo quanto ciò sia vero.

3. E' vero che Chavez ha subito fatto la voce grossa, parlando di guerra. E' vero che Micheletti ieri ha parlato di truppe del Nicaragua di Daniel Ortega (alleato di Hugo Chavez) ammassate ai confini con l'Honduras. E' vero che il Nicaragua ha smentito, ma la tensione è reale, dopo l'espulsione dell'Honduras dall'Organizzazione degli Stati americani (OSA).

4. Importanza geopolitica: poche tracce di idrocarburi, economia a rilento (secondo paese più povero del Centro America), l'Honduras è da sempre legato mani e piedi con gli USA ed è stato la base per i contras e i marines che hanno eliminato la sinistra filosovietica sandinista in Nicaragua (idem in Salvador).
Attualmente è un'importante punto di transito per i traffici di cocaina da Colombia e Venezuela verso Messico, Canada e USA. La permanenza del potere in mani di un filo chavista dava al delirante progetto di creare ua Grande Cuba, alleata dell'Iran, con affari con Russia e Cina, estesa su tutto l'arco dei Caraibi e nelle nazioni a nord del Sudamerica, Colombia esclusa. Mica barzellette.

5. Forse nessuno si è accorto che la nuova policy di Obama prevede in tutto il mondo (escluso l'Afganistan, per ora) l'uso efferato e massivo di due formidabili armi di (d)istruzione di massa: a) i media; b) l'intelligence.

Molta parte della "attenzione" dei media amerigo-inglesi per il governo italiano è dovuto agli interessi geopolitici di quei paesi contro l'asse energetico Eni-Gazprom. Inoltre abbiamo visto il ruolo che i media hanno avuto nell'innescare la rivolta in Iran. Obama e Ahmadinejad sapevano benissimo di cosa si trattava: della prova generale di un successivo atto di forza per il rovesciamento del potere in Iran. In Honduras Obama a parole "difende" la "legalità" (anche se Zelaya è illegale lui per primo, come ho cercato di dire). Tuttavia -nei fatti- gli USA si ritrovano con un nemico in meno a "poche" migliaia di chilometri da casa... Mesi fa si parlò con insistenza dell'esistenza di basi militari in Nicaragua, armate dal Venezuela, che sta comprando armi a tutto spiano per mano del Caro Leader dei "pacifisti" Hugo Chavez. Siccome le armi al Venezuela arrivano da Russia e Cina, immagino che Obama e Medvedev/Putin abbiano discusso anche di ridisegnare l'assetto  dei Caraibi, dopo le tensioni degli ultimi anni, sempre per mano del "Caro Leader" Hugo Chavez. Parliamo di manovre navali congiunte con una flotta russa nei Caraibi, di impianti missilistici e antiamissile...

 * Il cardinale Oscar Andres Rodriguez Maradiaga ha rivolto un appello al deposto presidente dell'Honduras Manuel Zelaya affinchè non rientri ora nel paese per evitare un "bagno di sangue". "Se lei ama la vita -ha detto il cardinale - fino ad oggi non è morto un solo hondureno, per favore ci pensi prima che sia troppo tardi", ha chiesto l'arcivescovo di Tegucigalpa dopo aver letto un comunicato della Conferenza episcopale diffuso per radio e tv. Il cardinale Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e una delle personalità religiose più importanti dell'America Latina, ha giustificato così il colpo di stato di domenica scorsa.

** Il grande dissidente cubano Armando Valladares scrive che il materiale di propaganda per sponsorizzare il golpe presidenziale-monarchico di Zelaya era arrivato in aereo direttamente dal Venezuela: "Lo que Zelaya trató de hacer para estos planes era ilegal. Quiso cambiar la Constitución para reelegirse. La Corte Suprema le advirtió que esa maniobra era inconstitucional y por lo tanto ilegal. El Congreso también le señaló que su pretensión violaba la Constitución hondureña y por lo tanto era ilegal. Con el apoyo y el dinero de un gobierno extranjero (todo el material electoral llegó desde Venezuela en un avión que envió Chávez).

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Commenti

1. Mirko, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 09:28

Speriamo che questi golpisti fascisti capeggiati da Amendola (assassino, torturatore e fondatore di 2 squadroni della morte) vengano spazzati via! Da una parte ci stanno i fascisti come Micheletti dall'altra il popolo...tenete duro!

W Zelaya, W Chavez!

2. Paolo di Lautreamont, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 12:06

Quanto a fascismo Chavez non è inferiore nemmeno a Mussolini: dichiarò di ispirarsi a Lenin, Castro e Mussolini, e il suo ex consigliere politico Norberto Ceresole era consigliere politico di un ammiraglio membro della giunta golpista argentina di Videla...
In realtà l'Honduras è strozzato da due pitoni, ma forse il chavismo è un pitone velenoso, cioé tra i due mali è il peggiore.

3. John Christian Falkenberg, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 12:08

Mirko, il popolo sicuramente sarà felice di vedersi ridotto ocm ein Venezuela: dieci anni di boom del prezoz del petrolio e tutti i progetti "sociali" di Chavez in rovina, esattamente come accaddde ai bei tempi dell'URSS. Nei suoi supermrcati  non ci son derrat,e i suoi medici cubani stornano a casa ... applausi. 

4. John Christian Falkenberg, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 12:09

Che ne penserà Di Pietor? La Corte SUprema spodesta un presidente, lui sogna di vederlo accadere a Berlusconi..  http://www.giornalettismo.com/archives/30389/honduras-il-golpe-giudiziario-che-dovrebbe-piacere-a-di-pietro/#comment-32748

5. Paolo di Lautreamont, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 12:16

Bella segnalazione, JCF. Non avevo letto, ma ero giunto alla stessa logica conclusione...

6. io, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 15:08

L'articolo è bello, interessante.

Fatti e risvolti di un golpe centramericano, ben spiegati.

Peccato il volerci sempre infilare a tutti i costi l'obolo Pro Berlusconi, il prendersela con D'Alema etc etc...

7. Paolo di Lautreamont, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 15:58

Per Io, grazie per il gradito commento. Non si tratta affatto di un "obolo" pro-Berlusconi (tra l'altro non scrivo per nessun suo giornale, attualmente), però converrai che l'esempio è alquanto calzante. Cambia i nomi e vedrai che -se SB fosse stato al posto di Zelaya- ha quest'ora sarebbe ad Hammamet inseguito da mandati di cattura per tradimento della Costituzione. Con ciò non si vuole dimostrare che SB è il migliore dei governanti possibili, ma solo che Zelaya non è il migliore dei democratici possibili.

8. pietro, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 16:09

Il Cardinale  Maradiaga primate in Honduras e Presidente della Caritas Internazionale è è schierato con i gorillas golpisti ed ha invitato il legittimo Presidente del suo Paese di non rientrare "per non provocare un bagno di sangue". Ha anche riconosciuto la validità del colpo di stato sostenendo che il nuovo regime ha tutte le carte in regola per governare e che Zelaja si metta il cuore in pace e se ne stia lontano dall'Honduras. E' sicuramente impressionante vedere lo stesso esponente della Chiesa difendere gli insorti dell'Iran in nome della libertà e della democrazia ed i generali gorillas del suo Paese che ne fanno scempio e ritornano al vecchio sistema delle classi ricche e proprietarie per stare al potere insediando con la forza il loro caudillo. Ma non c'è contraddizione vera tra i due atteggiamenti dal momento che i "rivoluzionari dell'Iran" ed i militari dell'Honduras si muovono entrambi in una orbita che è quella del suprematismo dell'imperialismo americanosui popoli del mondo.Pietro Ancona http://www.corriere.it/esteri/09_luglio_05/honduras_onu_zelaya_ae96bea8-698c-11de-b037-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano

9. Paolo di Lautreamont, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 16:25

Pietro, leggi prima di scrivere. Non è questione dell'arcivescovo di Tegucigalpa o di Iran, qui. La questione è che Zelaya era un golpista antidemocratico. Ciò non rende Micheletti & co. delle verginelle, ma almeno serve a rendere a Zelaya ciò che egli è.

10. -Ste-, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 18:08

Un po' troppo giustificazionista nei confronti di un colpo di stato militare violento, compreso un noto torturatore..

Mi sembra la solita storia: qualsiasi strage o violazione dei diritti umani di poveracci lontani è benvenuta, se si agitano spettri di pericolo "comunista".

 Segnalo altri punti di vista e altre fonti

http://www.gennarocarotenuto.it/9138-honduras-il-punto-della-situazione-tra-gorilla-diplomazia-e-movimenti/

 "La presenza di un torturatore come Billy Joya Améndola come braccio destro del dittatore Roberto Micheletti contribuisce a rendere ancora più chiaro e ineludibile il quadro sui veri argomenti del governo golpista che si arrocca sulla difesa della costituzione scritta nell’82 dal dittatore Policarpo Paz (accusando Zelaya di averla violata) per il quale il braccio destro di Micheletti lavorava come sequestratore, torturatore e sicario. Chi si appella alla presunta violazione della legalità da parte di Mel Zelaya con la convocazione di un referendum consultivo per l’Assemblea Costituente, o ripete la menzogna della rielezione (a novembre comunque Zelaya non può e non vuole ricandidarsi) è erede di Policarpo Paz e complice di Roberto Micheletti."

(piccolo estratto, ma interessante anche il resto dell'articolo e gli articoli correlati)

11. Paolo di Lautreamont, Lunedì 6 Luglio 2009 ore 18:19

Non sono per niente d'accordo, Ste. Intanto nessuno vuole difendere i "golpisti" (penso che la situazione si normalizzerà a breve, col passaggio provvisorio dei poteri ad altri, ma senza il "contributo" di Zelaya. Il punto è che c'è chi vuole difendere Zelaya, che però è un "golpista" anche lui. Del resto Gennaro Carotenuto è mi sembra alquanto vicino al chavismo. Ti ricordo però sommessamente che Hugo Chavez, colonnello dei parà venezuelani, è un golpista.
Lo so, lo so, la parola "golpista" è stata usata un po' troppo... in questo post, e forse anche altrove.

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