
Puntualmente il mondo si dimentica degli oltre 200.000 morti del Darfur, e dei milioni di sfollati, profughi finiti nel deserto del Ciad. E' un disastro dell'umanitarismo, più ancora che di persone fisiche. Certo, chi soffre non siamo noi, ma noi -forse- dovremmo vergognarci, almeno quello.
Inoltre, le parole non bastano. Purtroppo l'incriminazione del presidente del Sudan, dedica dalla corte internazionale dell'Aja, non è servita a niente, e anzi ha dato ad Al-Bashir maggior forza e più appoggi di prima. A nulla servono le campagne di informazione, snobbate spesso dalla stampa (oggi concentrata sui suini del Messico). Quindi servono cose concrete e dirette. Lo sciopero della fame è un segno forte, che mette pesantemente in gioco chi lo pratica. Lo dico perché l'ho fatto, per 4 giorni... Perché le parole non bastano, anzi sono spesso ipicrite e servono soltanto a sentirsi più buoni, ma senza esserlo davvero.
Come si legge sotto, Mia Farrow ha 64 anni, e per tre settimane si limiterà a bere. Bisognerebbe affiancarla. in molti.
New York, 28 apr. (Apcom) - Mia Farrow ha iniziato uno sciopero della fame di 21 giorni per manifestare la sua solidarietà con il popolo del Darfur e la sua indignazione nei confronti dell'indifferenza del mondo di fronte al genocidio di questa popolazione. L'attrice americana, 64 anni, assumerà solo acqua durante le prossime tre settimane...