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La Guadalupe verso la lotta armata

Martedì 17 Febbraio 2009, 12:06 in Esteri di

Addio isole felici: la Guadalupe e la Martinica (come La Réunion in Africa) sono in rivolta durissima. Sui siti e sulla stampa ufficiale affiora la parte legale della rivolta, ma altrove affiora quella violenta che ha iniziato la lotta armata. Fillon dice che con le barricate non si va da nessuna parte...
La guida della rivolta è il collettivo sindacale LKP della Guadalupe. Si legga la dichiarazione di lotta contro la Francia del leader LKP Elie Domota, da me tradotta dal francese. P.S. Leggete a Carla Bruni queste parole: forse si vergognerà di essere francese?

16-02-2009/16:27 --- Scuole e università chiuse, trasporti pubblici paralizzati, chiuse anche le poste ed i comuni, bloccati gli accessi all'aeroporto di Pointe-a-Pitre, fermi la maggior parte dei villaggi turistici. Ogni giorno migliaia di persone manifestano nelle strade. Blocchi stradali e presidi nelle strade della Guadalupa sono in corso anche oggi in tutta l'isola in segno di protesta contro il carovita e il rifiuto del dialogo da parte del governo di Parigi; ad annunciarlo è il collettivo "Liyannaj kont pwofitasyon" (Lkp, Contro lo sfruttamento a oltranza), che dallo scorso 20 gennaio guida lo sciopero generale chiedendo "un generale miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro" per gli abitanti dei territori francesi d'Oltremare nel cuore delle Antille. Nel fine-settimana più di 20.000 persone hanno manifestato a Point-a-Pitre, capoluogo della Guadalupa, denunciando la scelta della "repressione" da parte delle autorità francesi e il predominio della minoranza bianca sull'economia locale a scapito dei diritti della maggioranza della popolazione creola. "Considerato il numero di gendarmi che sono arrivati in Guadalupa armati fino ai denti - ha detto il portavoce del collettivo Lkp, Elie Domota, ricordando una manifestazione del 14 febbraio 1952, quando la polizia uccise a Moule quattro persone che partecipavano ad un corteo di operai e contadini - lo stato francese ha scelto la sua via naturale: quella di uccidere, come ha già fatto, gli abitanti della Guadalupa". Iniziato come reazione all'aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessità (l'inflazione in Guadalupa è salita del 70% nel 2008, mentre i salari sono cresciuti in media solo del 3%, lo sciopero a oltranza si è esteso alle vicine isole di Martinica e Réunion. E ora non solo il Governo di Parigi, ma anche il 63% dei francesi teme che un contagio della protesta arrivi proprio da quelle province d'Oltremare che tanto si sentono emarginate. Si sentono offesi gli abitanti della Guadalupa, dal governo che - tramite il ministro d'Oltremare Yves Jego - ha fatto sapere loro che per quelle richieste di aiuto non c'è proprio niente da fare. E dal presidente Nicolas Sarkozy, pronto a comparire ovunque ci sia il minimo sintomo di disagio - fabbriche, citta' francesi, banlieue - ma finora talmente sordo al grido di dolore delle Antille da non averle neppure nominate nel discorso dall'Eliseo, trasmesso in diretta tv, che ancora fa discutere. Eppure gli abitanti della Guadalupa, sono in sciopero generale da quattro settimane e l'incendio si è già propagato alla Martinica, paralizzata da 11 giorni, e agli altri cosiddetti Dom-Tom, ciò che resta delle colonie francesi in giro per il sud del mondo.

I sindacati, quello legato al partito comunista Cgt in testa, tentano di mantenere l'unità tra i lavoratori e di continuare la mobilitazione... (Da Radio città aperta).


Cari compatrioti Ultramarini (D'Oltremare),
siamo entrati in una fase della lotta armata e la nostra vita non sarà più la stessa. Sarà difficile, incerta, ma sarà appassionata perché lotteremo per un'esistenza degna e per la liberazione dei nostri territori da quelle bestie selvagge e malefiche che ci tengono sotto giogo da secoli.
Se siamo pronti ad abbandonari i nostri piccoli privilegi per un certo periodo -che potrebbe essere lungo- potremmo dare un futuro ai nostri figli. Ma dobbiamo respingere gli imperialisti razzisti fuori dalle nostre frontiere, dobbiamo far cessare la razzia dello Stato francese nei nostri confronti...
Dobbiamo sollevarci e lottare. Questa lotta sarà sanguinosa come la lotta armata fatta da Toussaint Louverture e da tutti coloro che hanno lottato per la liberazione del loro popolo e del loro paese. Non ascoltiamo i politici: devono sapere che con la lotta perderanno il potere e le prebende alle quali sono attaccati, e si dovranno mettere a lavorare per guadagnarsi il pane, cosa che non hanno voglia di fare. D'altra parte, visto che fanno da maggiordomi, finiranno così... Non li ascoltiamo. Ascoltiamo i leader che si alzano contro l'oppressore razzista, avido e vampiro. I leader come Elie Domota a Guadalupe. Loro lottano per tutto il popolo e non per fini personali.
Alle armi! E' suonata l'ora della verità! E' il momento di mostrare i nostri attributi. E' il momento dei coraggiosi e dei tenaci, se vogliamo riprendere il controllo dei nostri territori e delle nostre vite. Lottiamo insieme per il nostro futuro comune!

Chers Compatriotes Ultramarins,

Nous sommes rentrés dans une phase de lutte armée et notre vie ne sera plus la même sous peu. Elle sera difficile, elle sera incertaine, mais elle sera vibrante car nous lutterons pour une existence dans la dignité et pour la libération de nos territoires de ces bêtes sauvages et maléfiques qui nous maintiennent sous leur joug depuis des siècles.

Si nous sommes prêts à abandonner notre petit confort pour un temps -qui risque d'être long- nous oeuvrerons au futur de nos enfants. Il nous faut repousser les impérialistes racistes hors de nos frontières, il nous faut faire cesser la mainmise de l'Etat français sur nos territoires et nos vies (surtout quand on voit ce qu'il en fait).

 Il nous faut nous lever ; il nous faut lutter. Cette lutte sera sanglante comme l'ont été celles qu'a menées Toussaint Louverture, et tous ceux qui ont lutté pour la libération de leur peuple et de leur pays. Nos élus nous dissuaderons de lutter car ils savent bien qu'avec la lutte ils perdront leur pouvoir et leurs prébendes auxquelles ils sont attachés et devront se mettre enfin à travailler pour gagner leur vie, ce qu'ils n'ont pas envie de faire : après tout, s'ils servent la soupe, c'est que ça rapporte !!! Ne les écoutons pas. ! Ecoutons les leaders qui se lèvent contre l'oppresseur raciste, avide et suceur de sang. Les leaders tels qu'Elie Domota en Guadeloupe. Ceux-là luttent pour le peuple dans son ensemble et non pour rafler la mise à des fins personnelles. Aux Armes Ultramarins ! L'heure de la vérité nue a sonné ! C'est le moment de montrer ce que nous avons dans le ventre. C'est le moment de faire preuve de tout le courage et de la ténacité dont nous sommes capables et de toute la détermination à reprendre le contrôle de nos territoires et de nos vies. Ensemble, ayons ce courage et cette ténacité et, ensemble, luttons pour notre futur et celui de nos enfants !

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