Fusione a freddo riuscita. Rivoluzione energetica in arrivo?
Pubblicato da Paolo di Lautrèamont alle 18:16 in Energia, Scienza, ambiente, economia
Il 22 maggio può segnare una data che rimarrà nei libri di storia. Cinque giorni fa, infatti, alcuni ricercatori dell'università di Osaka hanno presentato il primo esperimento riuscito di fusione nucleare fredda. Il tentativo del 1989 aveva per lungo tempo bloccato questo settore della fisica. Fino a oggi.
Per molti la fusione a freddo è cosa troppo bella per essere vera. L'idea è di creare la fusione del nucleo a una temperatura normale. In questo modo si può ottenere una fonte di energia illimitata che usa l'acqua come materiale e produce zero emissioni ambientali. In parole povere la fusione renderebbe il petrolio cosa da antichi.
Il fisico Yoshiaki Arata della Osaka University annuncia di aver effettuato il primo esperimento positivo di fusione fredda. Giovedi 22 maggio Arata e il suo collega Yue-Chang Zhang, della Shanghai Jiotong University hanno discusso l'esperimento con 60 invitati, tra i quali molti fisici, sei reporter e due televisioni. Per l'esperimento è stato inserito deuterio gassoso in in una cella contenente palladio e ossido di zirconio. La reazione ha generato energia. Non sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose (l'elio-4 è inerte).
In realtà anche in Italia scienziati dell'Enea avevano svolto un esperimento simile, nel 2002, ma nessuno se li era filati, nemmeno in patria... Wow.
Tornando all'esperimento, Arata -dopo l'inserimento di deuterio gassoso- ha ottenuto un aumento di temperatura fino a 70 gradi centigradi, il che sarebbe dovuto alla reazione nucleare e chimica intervenuta. Disinserendo l'immissione di gas, la temperatura nella cella è rimasta calda per 50 ore, il che sarebbe sempre un effetto della fusione . A differenza dell'esperimento del '89 di Martin Fleischmann e Stanley Pons, quando nessuno riuscì a ripetere l'esperimento, oggi la cosa sembra possibile, e ci sono testimoni. via New Energy Times: LINK - Anche su Phisorg.







1. Alessandro, Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 08:57
E si in italia grazie alle ricerche del Prof G.Preparata, morto nel 2000 è riuscito a dimostrare che la fusione a freddo non era una reazione chimica (come molti fisici sostenevano) ma nucleare, adirittura i prof. dello staff di Preparata sono arrivati alla fase del ingegnerizzazione del progetto, cioè renderlo commerciale, ma la mancanza di fondi li ha bloccati.
Alessandro
2. paolodilautreamont, Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 11:22
Povera Italia: su Preparata c'è abbastanza, in giro,
http://lealidellafarfalla.wordpress.com/2008/03/15/fusione-fredda/
3. le ali della farfalla, Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 14:34
Preparata, degno del Nobel, forse non lo ha mai ricevuto proprio per questo suo impegno nella fusiome fredda osteggiato dalla scienza ufficiale
4. Bruno Stucchi, Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 17:47
Queste notizie di solito sono monopolio di Maurizio Blondet, che crede al creazionismo, che la Terra e' piatta e che il Sole gira (come dice la Bibbia) intorno alla Terra, piu' altre amenita'.
Una conferenza stampa non ha mai "dimostrato" nulla.
5. Bruno Stucchi, Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 17:51
" Last Thursday, May 22, Arata and his colleague Yue-Chang Zhang of Shianghai Jiotong University presented the cold fusion demonstration to 60 onlookers, including other physicists, as well as reporters from six major newspapers and two TV studios"
Troppi giornalisti. Questa e' una marketta (vedi $$$$$) bella e buona. Se la notizia avesse un minimo fondamento, la dovevano pubblicare su qualche rivista tipo "Physical Review" o simili. non a -per dire- Novella 2000
6. le ali della farfalla, Mercoledì 28 Maggio 2008 ore 20:07
Su Arata non so nulla, ma la fusione fredda non è certo paragonabile alla terra piatta. Da quello che ho letto sembra che essendoci un problema di mantenimento della reazione venga utilzzata per innescare una successiva fissione nei proiettili all'uranio. L'opinione non è mia ma di Del Giudice.
7. Pius, Giovedì 29 Maggio 2008 ore 10:31
segnalo questa abbastanza interessante discussione sull'argomento: http://www.crono911.net/phpBB2/viewtopic.php?p=7422
8. riccardo, Domenica 1 Giugno 2008 ore 19:39
ricordo un collega della university of utah. subito dopo
le "scoperte" di pons e fleishmann nella vicina "brigham
young university, in una riunione del dipartimento di fisica
venne deciso di affrontare un tema allo stesso livello di importanza, cosi' da permettere di arrivare al ny times. la scelta: il problema della caduta dei capelli. sfortunatamente non ci sono breaktroughs, ancora.
oh, da quello che ricordo, gli esperimenti di pons e fleischmann sono stati riprodotti in un solo laboratorio, naturalmente italiano.
9. paolodilautreamont, Lunedì 2 Giugno 2008 ore 15:38
Ciao, Riccardo.
Dunque: siamo tutti d'accordo che l'esperimento di Pons e Fleishmann non era scientifico, in quanto non verificato da altre esperimentazioni.
Il punto è capire se quello di Arata sia invece un passo avanti, e quanto sia serio. Tu vedi passi in vanti o siamo sempre alla caduta dei capelli ( e di altro)?
Cito dal link di Pius:
"Ci tengo a precisare che, per quanto la tecnica sia simile a quella del 1989, l'esperimento di Arata è DIVERSISSIMO da quello di Fleishman e Pons: si usano nanopaticelle di palladio-zirconio, e nel 1989 la tecnica delle nanoparticelle era al di là da venire. Inoltre la cella ideata da Arata, diversamente da quelle utilizzate nella fusione fredda Palladio-Deuterio, è molto particolare in quanto opera con elevatissime pressioni.
Si sapeva da tempo (almeno cinquanta anni) che la fusione di due atomi di deuterio ...poteva portare ad elio-4 (istopo dell'elio con due protoni e due neutroni).
Il problema era che superare la "barriera energetica" della repulsione eletrostatica fra i due nuclei era possibile in due modi: o con atomi sufficiente veloci da avere energia cinetica sufficiente a farlo (con temperature, quindi, di alcuni milioni di gradi) oppure, secondo varie teorie (nessuna delle quali dimostrata sperimentalmente, almeno finora) attraverso un concentrazione del deuterio sufficiente a permettere alle particelle di superare la distanza reciproca.
I lavori sulle celle del Palladio avevano portato a risulati contraddittorii (anche perchè il numero di atomi in questione era scarso), ma già nel 1989 si erano fatte strada altre teorie, come quella di Preparata, Del Giudice e Bressani, che legavano il fenomeno alla estensione dell'elettrodinamica quantistica della materia condensata (in parole povere, a come si comportavano le particelle cariche quando la concentrazione entrospazi limitati era molto alta).
Era un campo NUOVO dove le conferme sperimentali erano SCARSE o NULLE, tuttavia gli esperimenti in argomento continuarono per svariati anni.
La situazione oggi è diversissima da quella iniziale del 1989, e il lavoro fatto nei quindici anni successivi dai vari laboratori di ricerca, come quello dell’ENEA, ha cambiato i termini della questione del tutto. Spariti gli elettrodi al palladio di F&P, si è puntato sulle minicelle, sulle nanoparticelle (particelle della grandezza di alcuni nanometri, ovvero milionesimi di millimetro), sul plasma ,stato della materia quando questa è priva di elettroni (fallimentare).
Gli "Arata Phoenomena" sono senza dubbio interessanti. Resta da vedere se il fenomeno sia ripetibile, se (e come) sia possibile "ricaricare" la cella togliendo l'elio, se il risultato sia possibile anche con una maggiore quantità di nanoparticelle di palladio-zirconio, se il tutto abbia un bilancio costi/benwefici economicamente valido"...
10. le ali della farfalla, Mercoledì 11 Giugno 2008 ore 16:31
L'ultima volta mi sono divertito a fare il "doppio cieco" ai cardiologi. mi piace il doppio cieco anche come gioco erotico.
11. cio popo, Domenica 18 Gennaio 2009 ore 15:00
cio popo