Cultura e Politica
L'architetto santificato dai benpensanti rosso-verdi è l'archetipo del rosso-verde, come i suoi amici-affini Celentano e Beppe Grillo. Renzo Piano pontifica e se la prende con l'Expò di Milano quasi come se lui non fosse mai esistito e di mestiere avesse finora fatto il netturbino.
Quale supponenza! I commenti dei lettori del Corriere della Sera in calce a questa sua opalescente intervista fanno giustizia citando il suo mega shopping center di Nola (Napoli). Ho aggiunto qualcosa di mio ricordando che il suo "capolavoro" Beaubourg è assai brutto e ha distrutto le precedenti e storiche Les Halles.
E' tipico dei santoni rossoverdi guardare la pagliuzza (o la trave) negli occhi altrui, dimenticando il grattacielo che portano conficcato nelle proprie orbite oculari... LINK.
Foto 1: Les Halles come erano. Foto 2: Il centro Pompidou di Piano.

Leggo solo ora questo post.
1) Mi sembra alquanto inappropriato prendersela con uno dei maggiori esponenti dell'architettura italiana, soprattutto quando grazie a personaggi del genere riusciamo a mantenere un certo nome e rispetto al di fuori del Belpaese.
2)Les Halles o mercati generali di Parigi furono distrutti perchè quella zona, nonostante centralissima, si trovava in un degrado totale con fenomeni elevati di prostituzione e criminalità e alla città, che stava accogliendo un enorme flusso migratorio che l'avrebbe portata a duplicare il numero di suoi abitanti in pochi anni, si richiedeva dunque un progetto appropriato per riqualificare una parte di Parigi assai movimentata. I mercati furono così distrutti per fare spazio ad un centro commerciale (qui le immagini), molto contestato ed architettonicamente povero, che verrà ri-strutturato entro il 2013, ma che non ha nulla a che fare con il Centre Pompidou di Renzo Piano.
Quello che lei ha postato è uno dei progetti di architettura più importanti del 20esimo secolo, considerato da tutti uno degli esempi architettonici più validi mai realizzati dall'uomo, vincendo tra l'altro un concorso con circa 680 progetti partecipanti.
Quindi le prossime volte, prima di postare queste sciocchezze e prendersela con un maestro come Piano (tirando inutilmente in ballo le sue inclinazioni politico-ambientali) si informi, bastano pochi click e le si aprirà un mondo.
Inoltre consiglio di visitarlo il Pompidou, che non è un mercato ma una delle istituzioni museali più importanti al mondo, con centinaia di migliaia di visitatori all'anno ed una collezione di capolavori incredibile!
Liberateci da questi tipi di blog.
Non ce l'ho con Piano in particolare, e nemmeno col suo "sinistrismo"... Certo ho trovato sconvolgente ieri un articolo su Panorama sul dammuso di Pantelleria di un altro architetto di grido (alla Munch?), Max Fuksas.
Il nodo è l'ipocrisia e soprattutto la distruzione del Bel Paese. C'è da piangere, se non si fa nulla...
E poi al posto di Piano chi ci metteresti? Il dentistico sorriso di chi? O il collo taurino di chi? O gli occhialini di chi? O l'occhietti furbi chi? Ma! se ne sposti uno te ne arriva una caterva anche peggio! Meglio... che cosa è meglio?
La polemica di Piano sull'expo è assai interessante e significati va e rivela aspetti autentici sul tipo di cultura che vige oggi in Italia. Che sia di sinistra o di altro non significa proprio nulla !Prendersela con lui ha poco senso...è come prendersela con la tegola che cade da un tetto vecchio e cadente...Se è questa la "mosica"... è chi la scrive che stona...e non sono per nulla pessimista.
Caro paolino vabbè les Halles...ma la guerra ha fatto danni peggiori accontentiamoci. Ora il bello viene con l'expo e chi fa le bizze fa le bizze e renzo piano ha tutto il diritto di fare la sua tiritera accodandosi alla convenienza Celentano che diventa una voce sacra anche se solo ragionevole e persino banale... se ci pensi bene. Oggi non capisci mai se fai cultura o gli interessi di qualcuno...Sei fregato comunque!
alle 14:34
Paolo della Sala
Il Centre Pompidou è stato visitato da me pochi mesi dopo la sua apertura. Il giudizio negativo nei suoi confronti non è mio, ma proviene da un alto numero di critici internazionali. Liberateci da questo tipo di commenti.