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Venezuela e libertà di stampa

Venerdì 16 Novembre 2007, 14:12 in Esteri di
A poche settimane dal referendum che potrebbe inserire Hugo Chavez nel firmamento dei dittatori, il presidente venezuelano sembra giunto a un'eclatante crisi della ragione, in linea con i tetri profili dei suoi predecessori nella Storia. I ripetuti insulti al popolo spagnolo, avviati nel corso della Cumbre iberoamericana di Santiago, hanno segnato un distacco difficilmente recuperabile col governo di Zapatero. La scoperta di petrolio in Brasile e Perù renderà politicamente più debole il caudillo erede designato di Fidel Castro. Secondo il Washington Post la "chavizzazione" costituzionale sarà l'avvio ufficiale di una dittatura autocratica. Non ultima, l'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) ha censurato il governo venezuelano per la repressione del diritto di libera impresa. L'ILO - che ha sede a Ginevra - ha recepito le accuse raccolte e rilanciate dalle diverse organizzazioni degli imprenditori latinoamericani. Siamo a poche settimane dal referendum che potrebbe sancire la definitiva caduta della maschera politica di Chavez. Miguel Enrique Otero è un importante imprenditore dell'informazione latinoamericana. Presidente e principale azionista del quotidiano El Nacional, il più autorevole in Venezuela con El Universal, Otero è membro della Direzione della associazione della stampa latinoamericana (SIP). Gli abbiamo chiesto di fare il punto su una situazione sempre più pericolosa e intricata, per i suoi riflessi internazionali (una guerra civile porterebbe a una pesante crisi petrolifera).

Presidente Otero, la così detta "riforma" costituzionale porterà alla dittatura?
Si tratta di un atto illegale dall'origine: la Costituzione attuale prevede che una riforma di questa portata sia resa possibile solo attraverso l'elezione di un'Assemblea costituente ad hoc. Pertanto rischiamo di trovarci di fronte a una crisi dell'intero diritto nazionale. La presidenza si troverebbe ad agire al di fuori di ogni quadro legale, operando quindi in maniera arbitraria. Inoltre la riforma si basa su una colossale menzogna: nonostante i continui e ripetuti slogan "tutto il potere al popolo", il potere sarebbe invece concentrato nelle mani del presidente. Lo stesso avverrebbe in ogni parte della nazione, perché le nuove organizzazioni "popolari" controllate dall'Esecutivo ridurrebbero a zero il potere di sindaci e governatori.

La libertà di stampa è a rischio?
Per diversi motivi. Le modifiche costituzionali imporrebbero un nuovo tipo di diritto, introducendo quattro nuove forme di proprietà. Per esempio sarebbe eliminata la promozione di ogni iniziativa imprenditoriale. Il testo prevede la possibilità di esproprio diretto, senza intervento del tribunale, il che significherebbe chiusura immediata di ogni organo di informazione ritenuto ostile, a esclusivo giudizio del presidente del governo. In situazioni ritenute di pericolo l'esecutivo avrebbe il controllo totale dell'informazione, senza alcun obbligo di rendiconto nei confronti di giudici e deputati.

E' importante stabilire migliori relazioni con la stampa italiana ed europea per difendere l'obiettivo comune della libertà di espressione?
La stampa italiana opera all'interno di una democrazia consolidata. Siamo sicuri che nel momento stesso della rottura costituzionale da parte di Chavez, la vostra stampa solidarizzerà e appoggerà le forze democratiche del nostro Paese.

L'opposizione a Chavez è nelle mani degli studenti?
Il movimento studentesco sta giocando un ruolo importantissimo in un momento decisivo per la nostra democrazia, vista l'incapacità dei partiti di opposizione di organizzare e guidare i cittadini. Il movimento delle università occupa con grande coraggio lo spazio più dinamico della protesta dei venezuelani pacifici e democratici, in lotta contro l'autoritarismo.

La scoperta di giacimenti di petrolio in Brasile e Perù può bloccare le velleità petropopuliste di Chavez nell'intera America latina?
Il modello economico di Hugo Chavez è interamente basato sui ricavi indiscriminati e incontrollati dovuti alla crescita del prezzo del greggio. E' una politica inevitabilmente destinata al fallimento, perché non esiste nella storia umana una materia prima il cui prezzo è andato alle stelle per un periodo illimitato. Inoltre la nazionalizzazione della compagnia petrolifera Pdvsa ha portato a una gestione nefasta e burocratica, tanto che ogni giorno risulta più difficile mantenere l'attuale livello di produzione. I giacimenti del Brasile e del Perù non saranno utilizzati a scopo politico, ma serviranno a sviluppare l'economia di quei paesi.

Come giudica la figuraccia rimediata da Chavez col re di Spagna?
Ha dimostrato una volta di più di essere una persona priva di tatto e maleducata, che non conosce le regole elementari da osservare in una riunione politica di alto livello. Il successivo J'accuse contro re Juan Carlos, in quanto razzista o imperialista è del tutto ridicolo. Quest'atto irresponsabile rischia di avere ripercussioni negative negli scambi commerciali con la Spagna, uno dei nostri partner principali.

Perché Chavez si propone come mediatore tra le Farc e il presidente della Colombia?
Secondo molti Chavez ha due obiettivi: diventare una star internazionale e rinforzare le relazioni con la guerriglia colombiana. La liberazione della signora Ingrid Betancourt potrebbe significare per le Farc ottenere le zone franche nel territorio venezuelano.

Il generale Baudel ha espresso alcune nette critiche al governo di Chavez. Il Venezuela può trovare salvezza in questo militare?
I militari rappresentano un bacino tradizionalmente vicino al presidente bolivarista. Il generale Baudel fa parte di un gruppo fortemente critico nei confronti della nuova Costituzione, da loro considerata come un grave pericolo per la democrazia. In ogni caso dobbiamo registrare la presenza di un nuovo dualismo tra gli apparati militari: molti ufficiali stanno abbandonando il loro sostegno a Chavez.
Pubblicato da L'Opinione di oggi.

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