Cultura e Politica
Il bacio tra Livia Turco e Prodi subito dopo l'approvazione della Finanziaria è il quadro migliore per descrivere un gruppo di persone in rotta di collisione con la realtà. Cosa festeggiavano? Non hanno vinto nulla: la legge "doveva" essere approvata per evitare l'esercizio provvisorio e nessun governo è caduto per una Finanziaria.
Le dichiarazioni di Willer Bordon e Lamberto Dini sono di una chiarezza cristallina: entrambi (col gruppo dei Liberal democratici) non fanno più parte della maggioranza di governo. Voteranno di volta in volta senza più spirito di parte. Facile prevedere che ci saranno due scenari nel prossimo futuro:
1. Una fase di dialogo tra le parti per approvare una nuova legge elettorale;
2. L'approvazione di una nuova elettorale;
3. elezioni.
Oppure, idem come sopra ma senza nuova legge.
In linea di massima le elezioni restano all'orizzonte della prossima primavera, tanto più dopo che Confindustria appare ormai in totale rotta di collisione con Prodi e con l'attuale PD. Infatti non sembra che Veltroni sia in grado di sganciarsi da verdi e postcomunisti, Nè sembra in grado di riuscire a creare un nuovo quadro di centrosinistra alternativo.
Diciamo che nella migliore delle ipotesi per il PD, lo scenario prevede un nuovo Pentapartito, con Casini, Mastella, Dini, e forse una parte di AN-FI, oltre al PD. All'opposizione resterebbero gli eredi del PCI e un forte gruppo liberal-conservatore.
Anche se questa fortunosa "invenzione" andasse in porto, si tratterebbe comunque di una resurrezione del vecchio centrosinistra di De Mita, senza aggiornamenti sui temi economici e culturali. Quale rivoluzione potremmo aspettarci per l'istruzione scolastica, per le imprese, per il rilancio economico?
Non ci sono molte vie d'uscita, né per Prodi né per Veltroni.
Nel centrosinistra mancano leader, tranne forse gli eredi della sinistra di Bettino Craxi. Anche quello non sembra però un orizzonte di grande respiro.
Rimane aperta la strada al centrodestra. Ma la Cdl ha bisogno di tempo: in queste condizioni può tornare al governo ma con un profilo inadeguato. Berlusconi non riesce a trovare il bandolo della matassa nei comuni, nelle regioni e nelle province. Forza Italia a livello periferico esiste solo in poche isole fortunate. Altrove sopravvivono figure che al massimo sanno manovrare i famosi "pacchetti di voti". Ma governare il territorio è ben altra cosa. FI si dovrebbe invece liberare della nomenklatura vetero democristiana, per poter davvero governare. In questo quadro le forze migliori del Paese, che pure sono per forza di cose vicine alle timide istanze liberali del centrodestra, partecipano ai margini, o peggio stanno a guardare.
Pertanto torno a ripetere con forza che l'Italia ha più che mai bisogno di un forte nuovo partito, alleato della Cdl, ma dotato di una forza autonoma e pertanto in grado di essere davvero autonomo e indipendente.
Il gruppo liberale che dobbiamo formare in questi pochi mesi prima delle elezioni è l'unica forza in grado di richiamare imprenditori, studenti, politici, competenti e dal volto pulito. Sappiate che c'è chi sta lavorando in questa direzione, con qualche base solida.