blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Cuba: agli arresti domiciliari a due anni

Giovedì 18 Gennaio 2007, 12:08 in Esteri di

Tutte le dittature sono follia, ma ogni dittatura è folle a modo suo. La pazzia dà luogo a una drammatizzazione, in cui entrano delle personae fisse, recitando ruoli tragici oppure grotteschi e tragicomici.
Il caso di Mustafà è esemplare. Ne parla il blog BuenavistavCuba
Mustafá è nato il 13 de marzo de 2005 nella provincia Flora, a Camagüey. La sua precaria salute e i  problemi che aveva con la madre lo hanno portato a convivere, da adottato, con i coniugi Roberto e Marlene.
Ha trascorso qualche mese di felicità, mangiando e sgambettando qua e là, ed era la gioia dei due sposi e di tutti coloro che li visitavano.

Purtroppo, essendo stato adottato da una famiglia di oppositori alla dittatura di Castro -e per la stupidità e prepotenza di un gendarme- Mustafà vive costretto agli arresti domiciliari.
Nel maggio del 2006, mese in cui si celebra la Festa della mamma, Roberto Marrero la Rosa, delegato del Partido Cubano Demócrata Cristiano, con la moglie Marlene Bermúdez Sardiñas, avevano organizzato una festicciola per le mogli e le madri dei prigionieri politici. A quel punto la loro casa fu invasa da militi della Polizia nazionale e da ufficiali della Sicurezza, che sequestrarono libri e documenti della piccola biblioteca indipendente che i due avevano realizzato all'interno della loro casa. 
Roberto fu accusato di aver contrabbandato animali sottratti a un allevamento militare. La prova? Gli agenti sapevano che il dissidente aveva una capra destinata a servire la sua causa politica come cibo.
A quel punto molte persone testimoniarono che Mustafà (l'animale in questione) non proveniva da allevamenti militari ed era considerato un membro della famiglia, non certo destinato a finire sulla tavola. I militari non accettarono le testimonianze e convocarono una sorta di psicologo degli animali, che sottomise il povero Mustafà a una serie di prove utili a confermare le testimonianze dei vicini. La capra fu condotta in un angolo del cortile per essere interrogata. Marlene riconfermò che Mustafà, idolo di casa, condivideva il loro misero desinare come un figlio. Quando Marlene disse: "Mustafà, ecco il pane!", il piccolo quadrupede sfuggì al custode e si precipitò in cucina, si sollevò su due zampe e afferrò il pane.
Questo avrebbe potuto provare l'innocenza dell'animale e dei due coniugi.  Tuttavia l'ufficiale Julio Campo, membro di una squadra delle Operazioni speciali del Ministero degli Interni, e responsabile del Dipartimento per i reati economici, preparò un documento che ingiungeva alla famiglia di Roberto Marrero e Marlene Bermudez il divieto di vendere o mangiare Mustafá, precisando che questi veniva lasciato loro solo in custodia, e che i due coniugi sarebbero stati considerati responsabili per ogni cosa che sarebbe successa al capretto. 

0

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere