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Mar 0629

Quando i cinesi mangiavano bambini

Pubblicato da Paolo di Lautrèamont alle 00:27 in


I media "di Berlusconi" sono riusciti a creare un caso diplomatico Italia-Cina anche in realtà non c'è nessun caso diplomatico, dopo le frasi del premier sui "bambini cinesi bolliti per concimare i campi".
Infatti è stata la agenzia inglese Reuters, di sua iniziativa, ad andare a chiedere l'opinione di un portavoce del governo di Pechino a proposito della frase del leader della CdL. Dopo di che è uscita a mezzo fax una dichiarazione in perfetto stile satrapesco (quello prediletto dagli scendiletto di Lenin), che è esattamente questa:
"le parole e le azioni dei leader italiani dovrebbero andare a beneficio della stabilita' e dello sviluppo di relazioni amichevoli tra Cina e Italia".

Il tutto però è bastato a stornare la pubblica opinione da un fatto semplice quanto gravissimo: la frase di Berlusconi è tragicamente vera.
Non ricordo a memoria il "Libro nero del comunismo", un testo che tutti i "comunisti" dovrebbero leggere, ma ricordo bene le pagine sulla Cina, tra le più nere. In effetti i bambini subivano una fine anche peggiore di quella che ha prodotto un cinica levata di scudi contro Berlusconi, invece che contro la propria decenza, da parte di giornalisti e politici di una precisa parte politica.
Molti bambini cinesi vennero uccisi soprattutto nel periodo del "Grande Balzo in avanti" voluto da Mao, che consistette nell'aumento forzoso della produzione agricola, ottenuto seminando senza lo spaglio, così che i semi restassero nella loro "Unità" proletaria sacrale. Sembra una barzelletta, ma quella fu la motivazione del nuovo tipo di semina... Solo che anche gli asini sanno che i semi, se non sono sparsi, soffocano. Risultato: una carestia che provocò tra i 20 e i 43 milioni di morti.
Questo, e molto peggio, è stato il comunismo.
Ne derivò (insieme alla scelta deliberata di liberarsi di una decina di milioni di contadini -vera causa del "Balzo"-, e a una incredibile serie di errori dovuti all'ignoranza dei "Grandi Leader" comunisti) che il Grande trionfo dell'agricoltura comunista si trasformò in una immensa carestia che non ebbe fine, dal momento che Mao decise di vendere anche il poco grano prodotto agli altri paesi comunisti per dimostrare il proprio successo.
Il risultato di questa incredibile serie di scelleratezze del Leader, che viveva nel suo mondo pieno di concubine, né più né meno che i suoi predecessori del Celeste Impero, fu la morte per fame di milioni di persone. Di li a poco ci fu anche di peggio, con la Rivoluzione culturale, mentre i figli della borghesia europea impazzivano per i Beatles e la marihuana e sfilavano inneggiando al Libretto rosso di Mao ...
Questo, e molto peggio, è stato il comunismo.
Il libro nero parla di affamati che andavano di nascosto a recuperare i semi indigeriti espulsi dalle feci dai cavalli e dagli altri ruminanti sopravvissuti. Di nascosto, perché era vietato mostrarsi affamati, e le spie del Partito erano pronte a uccidere sul posto i "deviazionisti" che si mostravano deboli.
Riguardo ai bambini, si arrivò al punto che le famiglie dei villaggi si scambiavano i reciproci figli per poterli mangiare senza troppo imbarazzo.
Nella regione dello Henan i casi di cannibalismo riconosciuti dal governo comunista furono 63.
Questo, e molto peggio, è stato il comunismo.
Questa è l'umanità, quando decide di "dare la scalata al cielo" (frase maoista) e dare via libera all'orrido che è in tutti. Nel Laogai, il sistema di gulag cinesi, fino agli anni '80, vennero rinchiusi 50 milioni di cinesi.

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Commenti

1. Gianni De Martino, Mercoledì 29 Marzo 2006 ore 10:59

DAL TOTALITARISMO AL CANNIBALISMO

Vedi anche il libro-documento Stèles rouges: Du totalitarisme au cannibalisme
dello scrittore cinese ZHENG YI
ed. Bleu de Chine, 2006

Traduit du chinois par Françoise Lemoine & Anne Auyeung
22,71 € / ISBN : 2-910884-13-9 / 288 pages

Dalla quarta di copertina:


"En Chine, dans la province méridionale du Guangxi, des hommes auraient mangé d'autres hommes pendant la Révolution culturelle, avec l'appui des autorités locales… "

C'est pour, vérifier le bien-fondé de cette rumeur persistante que l'écrivain chinois, Zheng Yi, s'est engage à la fin des années quatre-vingt dans une longue et périlleuse enquête au Guangxi, allant à la rencontre des anciens acteurs ou familles de victimes de pratiques cannibales. Destinées au départ à servir de matière à un roman, ces investigations ont finalement débouché sur un livre-document, véritable réquisitoire contre le pouvoir communiste.

Dans cet ouvrage fort détaillé, l'auteur ne se contente pas d'apporter des informations inédites sur le cannibalisme au Guangxi pendant la Révolution culturelle, il cherche a comprendre les causes de ces actes d'une cruauté inouïs et s'interroge sur l'identité des véritables coupables.

Zheng Yi démontre notamment de façon pertinente l'influence délétère qu'a eu la culture politique de parti communiste chinois sur les traditions des minorités locales. Il présente par ailleurs des cas particulièrement choquants de persécutions, d'emprisonnements, voire d'exécution, pour raisons politiques survenus en Chine sous le régime communiste, avant de conclure par une critique radicale de la philosophie marxiste.

Ces affaires constituent autant de stèles rouges, souillées de sang, sur lesquelles l'auteur a voulu inscrire un aspect du pari communiste chinois.

L'ouvrage fort bien documenté, d'un intérêt historique évident, des passages parfois difficilement soutenables, ne manquera pas de bouleverser de nombreux lecteurs occidentaux, après avoir provoqué un grand émoi parmi le public chinois de Taïwan et Hongkong.

Ce livre est toujours officiellement interdit en Chine populaire, bien qu'il circule sous le manteau.

---

Sugli anni rossi , l'impero dell'assurdo e la sinistra realtà del cannibalismo di partito in Cina, ho trovato anche una lettera del comunista libertario o criptosituazionista Jean-Jacques Gandini, pubblicata nel 2000 e ancora attuale:

Cannibalismo in Cina

Non sono di un "anticomunismo viscerale cronico", visto che mi dichiaro comunista libertario, ma senza dubbio, e cronicamente, sono un anti-partito comunista! Quanto alla rivoluzione culturale, essa ha rappresentato una delle più grandi catastrofi che il popolo cinese abbia mai vissuto.
Invece di dare retta a Maria Antonietta Macciocchi e consorti, Massimo Ortalli (autore della lettera "I comunisti mangiano i bambini?", pubblicata sullo scorso numero) dovrebbe stare dalla parte di Simon Leys, dell’Internazionale situazionista e della rivista Minus di Hong Kong.
Riguardo a “Sorgo Rosso”, il suo autore, Mo Yan, è recidivo nel “Paese dell’alcool”, dove un ispettore ha l’incarico d’indagare sugli abominevoli banchetti durante i quali alcuni alti quadri del Partito consumano "bambini di macelleria". E Shaogang in Pa pa pa torna ancora sul tema del cannibalismo nel corso della rivoluzione culturale.

Il cannibalismo è ricorrente nella storia della Cina. Basta leggere gli Antichi Annali di Tang, del X secolo, due dei più grandi classici della letteratura cinese, Al bordo dell’acqua e I tre reami, oppure il famoso “Diario di un pazzo” di Lu Xun, scritto nel 1918: "Se si ripercorre la storia della Cina, una sola parola ritorna: quella del cannibalismo!"

Quanto al tentativo di gettare discredito su Zheng Yi trattandolo da "dissidente", per giunta rifugiato negli Stati Uniti, si tratta semplicemente di una manovra che definirei miserabile. Zheng Yi ha condotto un’inchiesta sul posto, ha avuto accesso agli archivi del Partito Comunista, ha dedicato alla "ricerca delle prove" le prime ottanta pagine del suo libro. Il quale libro ha non solo ricevuto l’avallo dei nostri amici sinologi Angel Pino e Guilhelm Fabre (presenti all’Incontro Internazionale Anarchico di Venezia nel 1984 e entrambi attualmente docenti universitari) ma anche del sinologo francese più noto, se non il più competente, Jean-Luc Domenach, che è l’autore soprattutto del volume “Chine, le goulag oubliè”, e del quale citerò semplicemente qualcosa dell’articolo pubblicato il 31 marzo su Le Monde: "Nel 1997 Zheng Yi ha pubblicato un’inchiesta sui casi di cannibalismo verificatisi nella provincia di Guangxi nel luglio 1968... Una cronaca intollerabile, sostenuta da testimonianze e indagini condotte dallo stesso Partito nel 1983-84, che descrive gli orrori delle purghe, le torture alle "bestie revisioniste", le follie collettive che degenerarono in barbari festini nel corso dei quali si divorarono fegati umani appena estirpati dal ventre."

Forse i "comunisti che mangiano i bambini" sarà uno slogan della destra in Italia, ma nella Cina maoista nel corso della rivoluzione culturale fu una sinistra realtà.

Fraterni saluti

Jean-Jacques Gandini
(Montpellier -Francia)
(traduzione di Guido Lagomarsino)
Fonte:rivista anarchica
anno 30 n.267
novembre 2000

2. paolodellasala, Mercoledì 29 Marzo 2006 ore 11:20

Grazie, Gianni.

3. Mthrandir, Mercoledì 29 Marzo 2006 ore 15:27

Finisce che i miei affezionati "comitati di redazione proletari" vengono a fare un salto pure qua;-) Mthrandir

4. Mauro, Mercoledì 29 Marzo 2006 ore 16:41

Bravo!
Ti linko...
ciao

5. paolodellasala, Mercoledì 29 Marzo 2006 ore 19:18

Grazie, Gino.

6. Domiziano Galia, Mercoledì 29 Marzo 2006 ore 23:59

State parlando dello stesso Berlusconi che disse, e cito, "Quando ci sorprendiamo del numero delle esecuzioni in Cina, dovremmo anche tenere conto di quanti sono gli abitanti in quel Paese"?

7. paolodellasala, Giovedì 30 Marzo 2006 ore 00:54

Caro Galia,
questa è una vecchia tecnica, usata dai totalitarismi. Si chiama "turnspeaking" e consiste nel "girare la frittata" per stornare l'attenzione dal focus della discussione. In ogni caso Berlusconi sa perfettamente cos'è il comunismo cinese, ancora oggi, quando a Pechino si pratica il gorbacevismo (o lo chirachismo, che è la stessa salsa, in versione nazionalista).

8. paolodellasala, Giovedì 30 Marzo 2006 ore 10:51

Vabbe', Domiziono: non volevo dare a te, del totalitarista. Però attenzione, se non si fa la fine di Beppe Grillo, che non è più credibile, anche se continua a fingersi "super partes"...

9. annibale, Domenica 9 Agosto 2009 ore 06:11

Per quanto riguarda che " i comunisti mangiano i bambini " c'è un fondo di verità, la Cina è stata percorsa negli ultimi 50 anni da due o tre carestie, ma carestie serie, nella carestia di circa 50 anni fa nella Cina dell'interno ci furono molti casi di antropofobia o cannibalismo e quelli che ne fecero le spese furono proprio i bambini, questa è storia, nella Cina dell'interno ancora vengono abbandonate a morire le bambine considerate in soprannumero, fanno un fagottino e l'abbandonano lungo le strade isolate. Questo detto non fu citato solo dai democristiani, ma un po' da tutto il mondo, l'unione sovietica di allora si rifiutò di aiutare la Cina, quindi tutto il blocco sovietico si rifiutò di aiutare la Cina, la Cina in quel periodo aveva rotto le relazioni diplomatiche con gli USA, grossi produttori di grano, gli unici a pater vendere una quantità così rilevante di grano, a quel punto intervenne la diplomazia italiana, fu così che la Cina comprò il grano americano attraverso l'Italia salvando la faccia, per i cinesi la Cina aveva comprato il grano dall'Italia. Nello stesso periodo truppe cinesi e truppe sovietiche si sparavano sul fiume Ussuri, quindi, tornando a noi, (Cina comunista) + (casi non tanto isolati di cannibalismo) = (i comunisti mangiano i bambini),

10. Christine, Lunedì 10 Agosto 2009 ore 10:52

Quante balle esistono nella testa di chi vuole crederci!

I comunisti mangiano i bambini... :-D fà ridere solo pensarci... come se il comunismo imponesse di mangiare bambini. Se quei fatti sono veri, sono da attribuirsi a episodi singoli, frutto di menti malate. Sarebbe come dire che nel PDL vanno tutti a puttane perché tra i palazzi di Roma e le vilel della Sardegna si sono verificati decine di casi (probabilmente numericamente superiori alle decine di bambini mangiati in una nazione pur gigantesca).

 

 

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